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Ferento chiude con la Brigliadori

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Eleonora Brigliadori

Eleonora Brigliadori

–  Un vero trionfo lo spettacolo “Recital” di Giorgio Panariello davanti ad oltre mille spettatori nel teatro romano di Ferento.

Un’ora e mezza di risate con battute a ripetizione dell’attore toscano che ha riabbracciato alcuni tra i suoi vecchi personaggi come il pr, la Signora Italia, Merigo, il ricchissimo Naomo, l’anziano e tenerissimo Raperino e ha intrattenuto il pubblico con inediti monologhi ispirati all’attualità.

Nuovi personaggi come Il Vaia, il commentatore da bar dei fatti della vita e Luigi, il maestro di ballo finto-brasiliano, sono altre novità di questo spettacolo di grande successo, per non parlare poi della famosissima Signora Italia. Applausi e divertimento incontenibili per il pubblico che fino alla fine, grazie anche alle migliorate condizioni meteo, non si è mosso da gradinata e platea dell’antico teatro romano.

Soddisfazione da parte di Consorzio Teatro Tuscia e Unindustria Viterbo, organizzatori della stagione estiva al teatro di Ferento, promossa dalla Provincia di Viterbo.

“Una serata magnifica a conferma della voglia di grandi spettacoli da parte del pubblico viterbese” dichiara Patrizia Natale, presidente di Consorzio Teatro Tuscia, “Un appuntamento graditissimo dal pubblico che quest’anno, ancora una volta, ha dimostrato di apprezzare la stagione e la location dell’antico teatro” commenta Domenico Merlani, presidente di Unindustria Confindustria di Viterbo

Domani, 3 agosto, serata conclusiva della rassegna teatrale di Ferento. Di scena (inizio alle 21,15) Eleonora Brigliadori in “Truculentus”. La commedia racconta l’incertezza per l’andata in scena di un gruppo di attori che genera così un percorso parallelo alla trama dell’opera‚ fornendo materia e argomenti per un esilarante intreccio tra la vita del teatro e la tessitura della commedia.

Il titolo dal nome del rustico e brutale Truculento‚ che in latino significava “zoticone‚ violento”, si riferisce al carattere del personaggio, dapprima misogino ed infine sedotto suo malgrado dalla serva Astafio. È la storia di un “disastro” teatrale: la compagnia in meno di 5 minuti‚ viene a conoscenza che numerosi suoi attori sono andati via.

Nell’imminenza del segnale ”chi è di scena”‚ la situazione precipita fino a far pensare che‚ probabilmente‚ non sarà possibile affrontare lo spettacolo.

Ma il teatro nel suo raccontarsi attraverso situazioni ora umane ora rocambolesche‚ giunge ancora una volta ad una conclusione. Eleonora Brigliadori‚ ora Diniarco ora Fronesio‚ Sebastiano Tringali tramutatosi in vecchia Astafio‚ lo stesso direttore di scena‚ Cinzia Maccagnano‚ costretta in un sorprendente Truculento: questi gli elementi di una messa in scena totalmente dedicata ed asservita all’interprete e all’attore.

Una lettura delle dinamiche tra uomini e donne che racconta gli stessi argomenti sui quali ancora oggi basiamo gli spunti più divertenti del nostro teatro comico: è sufficiente ricordare che il fulcro del Truculentus è proprio questa donna disinibita‚ Fronesio‚ che‚ pur dalla sua bassa posizione sociale (cortigiana)‚ tiene in pugno ben tre uomini‚ senza che nessuno di essi riesca mai a protestare efficacemente.

La modernità di Plauto risiede proprio in questa amara ironia misogina che permea l’intera trama‚ ingenerando negli spettatori maschi una sorta di autocompiacimento per non essere così sciocchi da farsi ingannare da una donna e‚ viceversa nelle spettatrici l’orgoglio di appartenere allo scaltro genere femminile. Potrà‚ dunque‚ essersi affievolito l’effetto comico delle battute‚ ma non l’eterna freschezza del messaggio umano cui Plauto continuamente allude‚ “strizzando l’occhio” al suo pubblico.


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