- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Io mi dissocio!

Condividi la notizia:

Chiara Frontini (Pdl)

Chiara Frontini (Pdl)

L’intervista a Laura Allegrini

Riceviamo e pubblichiamo – In quest’agosto di crisi finanziaria, indignados, rivolte oltremanica e polemiche sulla casta, stamattina sfogliando il giornale sono incappata in un articolo sugli stipendi e la depressione dei nostri parlamentari.

Ho 22 anni, mi sono laureata in Scienze politiche lo scorso luglio, e contribuisco ogni giorno alla costruzione di un movimento giovanile sano, dinamico, che formi persone, non macchine da guadagno.

Le stesse persone che un domani dovranno essere quella classe dirigente che continuerà a battersi per il codice etico, per le primarie all’interno del partito, per le elezioni e contro le nomine, per l’ascolto della base prima delle multinazionali. Perché gli incarichi (e gli stipendi), vanno guadagnati.

Figuriamoci se voglio fare demagogia, o peggio ancora cavalcare l’onda dell’antipolitica. Al contrario, è proprio alla politica che chiedo delle risposte. Le vicende di questi giorni hanno dimostrato come il pensionato, l’immigrato e il giovane disoccupato non faranno di certo lobby, ma prima o poi fanno la rivoluzione.

Non so voi, ma in quelle dichiarazioni io c’ho visto tanta arroganza: è quel senso di superiorità, di ingenua provocazione che in un periodo come questo suona proprio di presa in giro. L’indignazione a questo punto è il minimo sindacale che si possa provare. Poi ci lamentiamo che i cittadini si disaffezionano dalla politica.

Per questo, da militante della Giovane Italia, non posso fare altro che dissociarmi: dissociarmi non solo da un singolo esponente del Pdl, ma da un intero modo di fare politica.

Quel modo di fare politica di chi si arrocca sulle poltrone per decenni, di chi non si guadagna il consenso sul territorio, di chi sfrutta la propria posizione, di chi crede che tutto sia dovuto solo perché il proprio nome è preceduto da un Sen. o da un On., di chi ha anche il coraggio, all’interno del nostro partito, di dire “state attenti al partito degli onesti”,  di chi pensa che tutto si esaurisca in un volo in business, scorte e auto blu.

È ora di farla finita col partito dei nominati, dei doppi incarichi, dei voli di Stato, delle polemiche interne. Alla gente non gliene frega niente. È ora di farla finita con un partito che crede di fare un favore alle donne con la difesa delle quote rosa, che altro non sono se non uno strumento discriminatorio e soprattutto antimeritocratico. È ora di farla finita con un partito che parla di giovani come problema e non come risorsa.

Da giovane donna, mi sentirei offesa nel sapere di aver avuto incarico solo per una questione di genere, e non di capacità. Da giovane e basta, voglio che il mio partito mi ascolti, perché, forse, qualcosa da dire potrei averla anch’io, che non ho settant’anni suonati e vorrei poter aver voce in capitolo su come costruire il mio futuro.

E la preoccupazione maggiore è che il virus delle nomine dall’alto e dell’atrofizzazione ideologica sembra aver infettato anche il movimento giovanile, che per sua natura dovrebbe essere fondato sugli ideali più nobili di chi fa politica per passione e non per interesse, di chi non è legato a una poltrona o ad uno stipendio per vivere (e vivere bene, nonostante qualcuno abbia anche la faccia tosta di lamentarsi), ma che al contrario impegna il proprio tempo e la propria paghetta settimanale per finanziare uno striscione o un volantino, resta indietro con gli esami, e si prende pure le strigliate dai genitori preoccupati per il futuro del proprio figlio.

Questo accade perché anche tra di noi ci sono politicanti prezzolati che dicono di voler cambiare le cose, e non sanno che parlare di voti e sedie, che si definiscono 100% Pdl, autorelegandosi a “primavera del partito”, quando invece il movimento giovanile dovrebbe potersi sentire libero di criticarlo il proprio partito, quando quest’ultimo tutela interessi lontani dal nostro credo, con la voglia struggente di cambiare lo status quo e imporre i nostri sogni a chi prova ad ostacolarci.

Parlo a cuore aperto in nome di tutti coloro che vogliono un movimento giovanile che diffonda il vero significato della politica, in un’era di disinteresse e sfiducia, politica intesa come cura della polis, senso di responsabilità, autocoscienza, amministrazione della Comunità per il bene comune, ma con la rabbia e l’amore dei nostri vent’anni.

Riscoprire la nostra identità, i nostri poeti, i nostri simboli, perché le radici profonde non gelano, e riappropriarsi di tutti quei temi come la legalità e l’identità nazionale che fanno parte della nostra storia politica. La rinascita non può che venire da noi, una fucina di idee incandescenti in grado di restituire alla società un progetto culturale per il futuro.

Ben venga il confronto allora, sia sul partito ma soprattutto sul movimento giovanile, per capire una volta per tutte dov’è la maggioranza, e giudicare le proposte e le persone ripartendo dalla base. Ben venga la riforma elettorale che introduca le preferenze, altrimenti possiamo anche smetterla di parlare di merito.

Quando qualche mese fa ci mettemmo in piazza per ascoltare le opinioni della gente sulla chiusura del centro storico di Viterbo, tante persone vennero a dire la loro, a parlarci dei loro problemi, ad esporci le loro proposte. Questo chiedo a chi, come me e tanti altri, decide di donarsi ad un impegno civile 365 giorni l’anno: troviamo il coraggio di ripartire da lì, dalla semplicità di un gazebo.

Chiara Frontini


Condividi la notizia: