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La chiusura del centro fa anche ridere

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Piazza San Lorenzo

Il divieto di transito all'entrata di Piazza San Lorenzo

– La chiusura del centro storico fa anche ridere sotto i baffi. Questo il comportamento che va per la maggiore tra i commercianti della zona, intervistati dal Messaggero.

Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano sulla chiusura del centro storico.

Fabio Purchiaroni negoziante di dolciumi di corso Italia: “Se ne parla da trent’anni  fra altri venti passerà un suo collega a chiedere le stesse cose. Chiudere è possibile, a certe condizioni. Servono le infrastrutture, è scontato, scopriamo l’acqua calda. Così com’è oggi, sarebbe inutile. Anzi, chiuderemmo noi commercianti.

I problemi sono molti. Le aree di sosta, ad esempio, dove le facciamo? A tre chilometri? Ci sono gli spazi. Manca un progetto serio e la gente è schiava dell’auto. Qui al corso si formano le code all’ingresso quando sono le venti, per passare”.

Alberto Bartocci con un negozio di articoli per la casa a via Saffi: “E’ un vecchio problema, come la scala mobile o l’ascensore a valle Faul, se ne discute da sempre. Io sarei favorevole, a patto che prima ci si attrezzi adeguatamente. Per i colleghi che vendono prodotti di grosse dimensioni può essere un problema. In ogni caso dovrebbero esserci fasce orarie, consentendo in certi momenti l’accesso”.

Maurizio Pierini,  negozio d’abbigliamento al corso: “Chi vive in centro e vorrebbe vederlo chiuso dovrebbe avere rispetto e tenere in considerazione chi ci lavora. Saremmo in cinquemila. C’è il pallino della chiusura, ma realtà come Terni od Orvieto hanno aree di sosta a ridosso della zona centrale. A Viterbo le strade d’accesso vanno tenute aperte e via Marconi riportata a doppio senso di marcia. Non è logico da via Rosselli, per arrivare al Sacrario fare tutto il giro. Va ampliato. E’ la sosta più grande e altre non ne vedo. Anzi, va tolto il mercato settimanale. Non avere l’area per le macchine, il sabato a noi commercianti ci ammazza. Andrebbe organizzato, si fa di tutto per creare problemi e non risolverli. Nella mia attività se ho una difficoltà, mi adopero per superarla. Non so questa classe politica di cosa si occupi, di che parli o cosa faccia. Oggi al corso vedi cartelli affittasi, un tempo per mandarti via da un locale ti dovevano dare la buona uscita. Adesso non trovano a chi darli in locazione”.

Saul Pallotta, con una tabaccheria in via Cairoli:  “La chiusura va bene, ma riguarda la parte centrale. Da qui il passaggio penso che resterà libero per arrivare ai parcheggi. Oggi siamo abituati ad andare la bar in auto, serve un criterio. Basta guardare la sera che succede in centro. E’ uno slalom tra le auto in sosta”.


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