– La Provincia di Viterbo in prima linea nella difesa e valorizzazione dei laghi della Tuscia.
I bacini lacustri del Lazio settentrionale (Vico, Mezzano e Bolsena) rappresentano infatti un patrimonio ambientale riconosciuto a livello internazionale e una risorsa indispensabile per gli abitanti del territorio, da gestire nell’ambito di un’attenta politica di sviluppo sostenibile.
La Provincia pertanto ha deciso di aderire al “Progetto life + 2011 Environmental governance: swan-lakes sustainable water management of Tuscia lakes” con l’obiettivo di ricercare e attuare le migliori strategie per la conservazione e valorizzazione del patrimonio lacuale presente sul territorio.
La Provincia parteciperà al progetto di livello europeo quale beneficiario e cofinanziatore in collaborazione con: la Riserva Naturale Regionale del lago di Vico; i comuni di Ronciglione e Caprarola per le iniziative riguardanti il Lago di Vico; i comuni di Marta, Capodimonte, Bolsena, Montefiascone, Valentano, Gradoli, Grotte di Castro, San Lorenzo Nuovo per le iniziative sul Lago di Bolsena e con il Comune di Valentano per quelle riguardanti il Lago di Mezzano.
Partner e responsabile tecnico-scientifico del progetto sarà l’Università della Tuscia con il proprio staff scientifico il cui valore è riconosciuto a livello internazionale.
“Con l’adesione a questo progetto gli enti territoriali – spiega l’assessore all’Ambiente Paolo Equitani – rispondono in modo efficace e rapido alle problematiche principali che interessano i nostri laghi attraverso una serie di interventi che hanno come finalità la protezione dei bacini. Un progetto di altissima qualità che andremo a realizzare con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati alla tutela e allo sviluppo del nostro patrimonio lacuale e dell’indotto economico e turistico ad esso collegato”.
Le azioni più urgenti da attuare sui tre laghi del Viterbese sono molteplici e riguardano in modo particolare: il restauro delle fasce ripariali, la creazione di fasce tampone per la fitodepurazione (sistema di depurazione naturale delle acque reflue domestiche, agricole e industriali, che riproduce il principio di autodepurazione tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide), attività di ripopolamento ittico, contrasto alle specie vegetali ed animali invasive, azioni per il controllo della diffusione dei nutrienti (azoto e fosforo) tramite impianti di fertilizzazione e irrigazione.
Il progetto avrà la durata di 36 mesi per un costo complessivo di 1.980.000 euro.
