![]() Linda Natalini |
– “Al Comune di Viterbo manca una programmazione a favore delle scuole cittadine. L’emergenza amianto all’Ellera ne è solo un esempio”. Linda Natalini, consigliere comunale del Partito democratico, fa il punto sulla condizione degli istituti scolastici del capoluogo.
“La situazione – commenta – è desolante. Siamo di fronte a un’amministrazione che non pianifica, si limita a tamponare le emergenze. Con tutte le ripercussioni sulla vivibilità delle scuole”.
Tra gli esempi citati da Natalini, la mancanza di documentazioni basilari. “Lo stato degli edifici scolastici di Viterbo – denuncia – è pessimo. In base a dati aggiornati al 2009, gran parte delle strutture non hanno l’idoneità statica e operano in regime di proroga. Mancano anche i certificati di agibilità e quelli igienico-sanitari”.
Di fronte a un simile quadro, secondo il consigliere del Pd il Comune non ha adottato le misure adeguate. “Da tre anni – afferma – l’ente inserisce nelle voci di bilancio sia in entrata sia in uscita circa tre milioni di euro per la messa in sicurezza e l’adeguamento delle strutture. Peccato che i soldi dalla Regione non siano mai arrivati e di interventi non se ne veda nemmeno l’ombra”.
Quindi, Natalini si chiede: “Siamo di fronte a carenze tali dei progetti comunali che dalla Regione vengono giudicati non finanziabili? Oppure siamo di fronte all’ennesima scelta della Pisana di dirottare fondi su altri capitoli o a favore di altri enti?”. Domande che il consigliere ha messo nero su bianco in una lettera inviata al sindaco e all’assessore competente ma a cui non ha ancora ricevuto risposta.
“Basta correre dietro alle emergenze. Quello che manca è una programmazione seria e lungimirante. Lo dimostra anche un semplice sguardo all’attuale condizione in cui versano le scuole e le aree adiacenti a un mese dalla riapertura: giardini invasi dalle erbacce, immondizia ovunque, rami di alberi caduti.
Se– aggiunge – ancora oggi, nonostante l’assenza dell’amministrazione, le scuole continuano a operare è grazie all’impegno dei dirigenti scolastici, degli insegnati e dei genitori che sopperiscono alle carenze del Comune. Anche perché dalla dignità degli edifici scolastici dipende anche la qualità della didattica”.
