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Riceviamo e pubblichiamo – La necessità di realizzare la linea ferroviaria trasversale per collegare il Tirreno con l’Adriatico, si sentì già a fine del secolo scorso, infatti collegando il porto di Civitavecchia con il porto di Ancona, permetteva di rivalutare e sviluppare sia i porti che portare un reale sviluppo per le acciaierie di Terni e le cartiere di Fabriano.
Ma si dovette aspettare fino al 28 ottobre del 1929 perché fosse aperta tutta la linea da Orte a Civitavecchia, per una lunghezza totale di circa 85 chilometri. Pur essendo questa ferrovia un importante via di comunicazione, con il corso degli anni si è fatto ben poco per rivalutarla, forse non si è potuto o voluto comprendere fino in fondo l’importanza e i benefici che avrebbe portato questa ferrovia per il nostro territorio, sia in termini di mobilità che di occupazione e sviluppo turistico, così per colpa di una frana fu chiuso un tratto nel 1961 per poi chiudere definitivamente anche Orte-Caprinica il 25 settembre del 1994.
Soltanto nel 2007 l’Unione Europea ha inserito il collegamento Civitavecchia- Capranica- Orte, nel quadro generale di sviluppo delle Reti Transazionali Europee, riconoscendo la linea Civitavecchia-Orte, un importante funzione di connessione con il corridoio 1 Berlino Palermo, incentivando le così dette autostrade del mare.
Credo che ora spetti anche alla politica locale impegnarsi perché possano di nuovo i cittadini fruire di questo bene, che gli è stato a suo tempo sottratto.
Cercherò quindi di perorare questa giusta causa, portando il problema, nelle dovute sedi, affinché presto le stazioni dei tanti comuni della Tuscia possano vedere rinascere questa importante mobilità su ferro.
Giovanni Francola
Consigliere provinciale Idv
