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Riduzione in schiavitù, testimonianza di dieci ore

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Riccardo Bartoli

Il vicequestore Riccardo Bartoli

– Kunta Sing, dieci ore di incidente probatorio.

È andata avanti per oltre dieci ore l’audizione protetta dei cinque indiani schiavizzati per sei anni, secondo l’imponente indagine della Direzione distrettuale antimafia (Dda).

I cinque, di età compresa tra i 29 e i 42 anni, uno dei quali laureato in ingegneria meccanica, sono stati sentiti ieri mattina dal gip del tribunale di piazzale Clodio, nell’ambito dell’incidente probatorio chiesto per cristallizzare la loro versione dei fatti. Una maxi testimonianza iniziata alle 10 e terminata alle 20,20.

Una dopo l’altra, le presunte vittime hanno raccontato gli ultimi sei anni della loro vita. Dall’arrivo in Italia, costato loro 15mila euro versati agli aguzzini ipotecando case e terreni in India, alle durissime condizioni in cui sarebbero stati costretti a lavorare come allevatori per 14 ore al giorno. Sottopagati (prendevano 100 euro, invece delle 600 della busta paga). Sfruttati. Senza giorni di riposo né ferie. Minacciati anche di morte con un fucile, sequestrato dalla polizia, se si lamentavano o dicevano di volersene andare.

Abitavano in un alloggio fatiscente: una stalla senza bagno, né finestre. Una lamiera al posto della porta e un secchio per i bisogni.

L’indagine, partita a febbraio e tuttora in corso, è culminata con l’operazione Kunta Sing, che ha portato all’arresto di L.T., imprenditore caninese 45enne, titolare di un ristorante a Montalto di Castro, ed S.B., l’indiano che avrebbe fatto da intermediario tra il ristoratore e i connazionali.

Le ordinanze di custodia cautelare, emesse su richiesta del pm Roberto Staffa della Dda, sono state eseguite dagli agenti della polizia di Tarquinia, coordinati dal vicequestore aggiunto Riccardo Bartoli.

I due arrestati sono detenuti al carcere romano Regina Coeli. L’accusa per entrambi è di sfruttamento e riduzione in schiavitù.


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