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Scoperto bancomat manomesso

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Carabinieri

Carabinieri

– Scoperto bancomat manomesso, restano ignoti i malviventi.

Ancora una volta uno sportello bancomat della città è stato manomesso da ignoti malfattori al fine di prelevare indebitamente denaro ai danni di ignari utenti.

Dopo le finte tastiere, le telecamere nascoste e gli apparecchi per clonare le carte agli sportelli bancomat, questa volta i carabinieri hanno trovato e sequestrato un finto sportello apposto sulla feritoia per l’erogazione del denaro.

Il modus operandi dei malfattori era molto semplice e negli ultimi tre giorni, prima che i tecnici dell’istituto di credito potessero scoprire l’inganno, tre clienti sarebbero stati raggirati sempre dallo stesso sportello bancomat.

Appena la banca chiudeva l’apertura al pubblico infatti, i malviventi, incollavano sopra la feritoia per l’erogazione del denaro, una piastra metallica, delle stesse dimensioni ma di diverso materiale, che impediva comunque al cliente che effettuava l’operazione, di prelevare il denaro che a sua volta rimaneva imprigionato subito dietro il finto sportello sovrapposto all’originale, mandando tra l’altro fuori servizio l’intero impianto.

Il cliente, pensando così ad un malfunzionamento della macchina, dopo aver ritirato la ricevuta di operazione conclusa, si allontava dallo sportello bancomat, pensando di recuperare il proprio denaro l’indomani all’apertura della banca.

In realtà una volta allontanatosi, entrava in azione il malvivente che dopo aver scollato la piastra apposta con tanta maestria, ne prelevava le banconote relative all’ultima operazione.

Questa volta però un turista straniero in transito a Tarquinia, invece di attendere la riapertura della banca, si è recato presso la vicina stazione dei carabinieri.

A tal punto i carabinieri del luogotenente Girelli, ancor prima che i malviventi potessero entrare in azione, hanno rilevato l’anomalia allo sportello e avvisato la direzione dell’istituto di credito. Scoperto il trucco e non il guasto, gli stessi carabinieri, in abiti civili, hanno poi invano atteso appostati fino a notte inoltrata i malviventi, ma questi, probabilmente presenti al momento del primo intervento, non si sono più presentati.

Gli investigatori hanno così proceduto alla rimozione e al sequestro del marchingegno, dal quale sono state prelevate utili impronte per risalire agli ignoti malviventi, nonché il denaro relativo all’ultimo prelievo che è stato prontamente restituito all’avente diritto.


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