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Terme, un tavolo per affrontare la crisi

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Umberto Fusco

Umberto Fusco, consigliere delegato alle Terme

Riceviamo e pubblichiamo – Imprescindibile e urgente l’apertura di un tavolo per affrontare le criticità del settore termale: lo chiedono, al governo nazionale e alle Regioni, Federterme Confindustria e Ancot (Associazione nazionale comuni termali).

Il presidente di Federterme Confindustria Costanzo Jannotti Pecci – accompagnato dal direttore Aurelio Crudeli e da Aldo Licastri – e quello di Ancot Massimo Tedeschi – accompagnato dai membri del direttivo Ancot Giuseppe Bellandi, sindaco di Montecatini Terme, Luca Claudio, sindaco di Abano Terme, Gabriella Ferranti, sindaco di Chianciano Terme, Fabrizio Martini, sindaco di Fiuggi, e da Claudio Benatelli assessore comunale di Abano Terme, Susanna Bettio, consigliere comunale di Montegrotto Terme, da Umberto Fusco, consigliere comunale di Viterbo delegato del sindaco – si sono incontrati in Federterme, il 3 agosto 2011, per l’analisi della situazione e l’esame di problemi gravi ed urgenti del settore termale, nel quadro delle consultazioni periodiche previste dal protocollo firmato il 12 aprile scorso.

A fronte della grave situazione determinatasi e delle prospettive di ulteriore aggravamento per il settore in varie aree termali del paese, non solo nel Mezzogiorno, Federterme e Ancot chiedono al governo e alle regioni l’apertura di un tavolo di confronto urgente e imprescindibile per trovare risposte e interventi, nazionali e regionali, appropriati ad affrontare e a risolvere con urgenza il problema della profonda crisi del settore termale.

A tal fine, Federterme ed Ancot congiuntamente realizzeranno anche iniziative di informazione e di sensibilizzazione delle comunità locali e delle loro rappresentanze municipali, regionali e nazionali, sulla gravità della crisi e sugli interventi urgenti per garantire la sopravvivenza del tessuto termale locale.

I due presidenti hanno sottolineato il valore della collaborazione in atto e quello delle iniziative promosse e condivise anche nel recente passato per l’attuazione della legge di riassetto del settore (323/2000) e hanno ribadito all’unanimità la necessità diinterventi urgenti senza i quali si rischia di compromettere il riconosciuto ruolo del settore termale all’interno del modello di welfare sanitario italiano.

E’ stato esaminato anche il problema dell’imposta di soggiorno sotto il profilo degli effetti prevedibili sulle risorse che possono essere raccolte per le esigenze specifiche delle città termali, dei criteri e delle modalità applicative ( art.4 del D.L.vo n.23 del 14 marzo 2011 (Disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale), con riferimento alla scelta effettuata dall’assemblea generale di Ancot il 20 luglio scorso, di suggerirne l’applicazione solo a partire dal primo gennaio 2012.

Il presidente Jannotti Pecci ha ribadito le preoccupazioni per l’applicazione di tale onere aggiuntivo sui fruitori di cure termali, per gli effetti negativi prevedibili sulle prospettive di ripresa del settore, pur nella consapevolezza che si tratta di uno strumento utile alle amministrazioni in questo momento drammatico, auspicando quindi l’esenzione.

Per parte sua il presidente Tedeschi ha ribadito che la decisione è stata sofferta ma che l’applicazione sarà ragionata e limitata, proprio per tenere conto della specificità degli utenti delle cure termali e soprattutto che la destinazione delle risorse raccolte sarà condivisa con le imprese, con procedure di rendicontazione trasparenti, con l’obiettivo di far fronte alle esigenze della promozione delle attività termali e turistiche per favorire un’offerta di servizi territoriali di elevato standard qualitativo.

Federterme e Ancot


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