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Una manovra disperata, iniqua e senza futuro

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Roberto Talotta

Roberto Talotta

Riceviamo e pubblichiamo – “Sono molto, molto soddisfatto perché adesso la manovra correttiva è stata migliorata, senza modificarne i saldi ed ora è più “equa e sostenibile”.

Lo ha detto il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, commentando le modifiche al provvedimento anticrisi decise nel vertice fiume con la Lega ad Arcore.

Alla fine, la compiacenza del Presidente del Consiglio in un momento di così forte “tensione sociale” dovuta alla micidiale manovra partorita in questi giorni, mi richiama alla mente la famosa canzone di Enzo Iannacci “Ho visto un re” che, in maniera molto goliardica, racconta i dispiaceri di un re al quale l’imperatore gli porta via un castello dei 32 di sua proprietà; la stessa sorte tocca ad un vescovo, il quale piange perché il cardinale gli porta via un’abbazia delle 32 in suo possesso; e, ancora, di un ricco al quale il vescovo, il re, l’imperatore lo hanno mezzo rovinato perché gli hanno portato via 3 case e un caseggiato delle 32 in suo capitale.

In ultimo, la canzone chiama in causa un contadino al quale il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore e persino il cardinale gli portano via la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di Kaki, la radio, i dischi di Little Tony, la moglie, un figlio militare e, poi, gli ammazzano anche il maiale. Ma, a differenza degli altri, lui, il contadino non piangeva, anzi, ridacchiava perché, conclude la canzone: ”…noi contadini, noi gente comune, sempre allegri bisogna stare, perché il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale che diventano tristi se noi piangiamo…”.

Tornando alla realtà di oggi, è sempre più faticoso ritrovarsi nelle vesti del contadino che se la ride nonostante tutto, diventa sempre più pericoloso richiamare alla pazienza le famiglie, i lavoratori, i disoccupati, i precari, i pensionati, i dipendenti del pubblico impiego e milioni e milioni di cittadini che, soffocati da una vergognosa imposizione fiscale, si vedono ridotti servizi essenziali come la Sanità ed ogni tipo di assistenza sociale.

Ci spieghi, dunque, il Presidente del Consiglio, dove intende arrivare con il suo devastante progetto che è racchiuso in una una manovra disperata, iniqua e senza futuro, una manovra che non rilancia l’economia, non risolve strutturalmente il problema del debito, non colpisce i privilegi ma, ancora una volta ed esasperatamente, si accanisce contro i lavoratori, i pensionati e i cittadini.

Ma, forse, la cosa più importante resta quella di far ridere il…re.

Roberto Talotta
consigliere comunale Udc


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