Riceviamo e pubblichiamo – In qualità di presidente del comitato Genitori della Scuola Ellera mi vedo costretta ad intervenire nuovamente, con particolare riferimento alle ultime dichiarazioni dell’Assessore Arena circa l’asserito “compiacimento di moltissimi genitori per l’attenzione e la professionalità con la quale l’Amministrazione comunale ha saputo gestire la questione amianto”.
I genitori della Scuola Primaria Ellera hanno preso atto delle decisioni prese dalla Asl e dall’amministrazione comunale e, nella maggioranza dei casi, per evitare eccessive complicazioni ai propri figli hanno accettato, la posticipazione dei lavori di rimozione del pavimento di viniamianto, anche in considerazione delle assurde proposte alternative inoltrate da quest’ultima (cito ad esempio: “scuola di pomeriggio” , “bambini sparpagliati in scuole diverse” ecc.).
Ma da qui a fare i complimenti all’amministrazione comunale per come è stata gestita l’intera vicenda, mi dispiace, ma ce ne corre..
Infatti, ci sono stati numerosi incontri, comunicati stampa e quant’altro, ma nessun risultato tangibile dell’intervento degli amministratori è stato raggiunto. La scuola ha ripreso a funzionare ma il pavimento, nessuno può dire il contrario, è in pessime condizioni, proprio come all’inizio dell’intera faccenda. Questo, ad oggi, è l’unico dato certo.
Quindi, per quale motivo i genitori avrebbero dovuto congratularsi con l’Amministrazione comunale? Per non aver fatto ancora nulla?
Non facciamo demagogia, assessore Arena.
Piuttosto, si cerchi di mettere una “pezza” a quanto fatto (o meglio non fatto) fino adesso, mantenendo in toto gli impegni presi con le seicento famiglie viterbesi, che di sicuro non tollereranno ulteriori ritardi negli interventi programmati.
Infine, per quel che riguarda la manifestazione di protesta organizzata fuori dalla scuola il primo giorno di lezione, mi sento di affermare che in un paese libero si debba e possa esprimere le proprie idee.
Naturalmente chi lo fa deve prendersi le proprie responsabilità e non può certamente pretendere che altri siano d’accordo, anche perché si può pure condividere un’idea, ma dissentire sul modo in cui si intende manifestarla. A buon intenditore..
Nicoletta Ceccarelli
Presidente Comitato Genitori Scuola Ellera
