Riceviamo e pubblichiamo – In occasione della convocazione del consiglio comunale di Acquapendente indetta per il 5 settembre alle 19 veniva presentato al sindaco quanto segue:
Al signor sindaco del Comune di Acquapendente con nostra lettera del 20/7/2011 abbiamo motivatamente richiesto la convocazione di un apposito consiglio comunale aperto alla cittadinanza, e al quale dovevano essere invitati i rappresentanti delle varie forze politiche sia a livello provinciale che regionale, con, all’ordine del giorno, il problema ospedale, in modo da dare pubblica dimostrazione delle decisioni da assumere a sostegno della proposta unanimemente formulata dalla conferenza provinciale della Sanità, ed attualmente all’esame sia della presidente Polverini che della commissione regionale Sanità.
Con nostra sorpresa, è stata invece convocata per la data odierna, una seduta con all’ordine del giorno argomenti sulla cui urgenza ed indilazionabilità sussistono fondati dubbi, senza riferimento alcuno al problema ospedale, sebbene la situazione interna, esterna (nonché estetica) dello stesso, anche alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato per l’ospedale di Anagni, ne imponessero la discussione.
Senza contare che nella circostanza è stato completamente disatteso l’art. 23 del vigente regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
La mancata discussione di un argomento così urgente ed importante per la nostra comunità ed il mancato rispetto di una così rilevante disposizione regolamentare a tutela della minoranza, costituiscono a nostro parere grave nocumento ai nobili propositi enunciati da tutti i consiglieri in sede di insediamento dell’attuale amministrazione.
Per le motivazioni succitate, i sottoscritti componenti della minoranza consiliare chiedono il rinvio dell’odierna seduta e la immediata convocazione del consiglio comunale con all’ordine del giorno il problema ospedale, come richiesto con la nota del 20/7/2011.
Si vedono altresì costretti a fare presente che, in caso di mancato accoglimento di quanto richiesto, dovranno abbandonare la seduta ed, ovviamente, esperire ogni indispensabile azione a tutela dei propri diritti di minoranza nel dovuto rispetto del vigente regolamento consiliare.
Franco Ferri
Alessandro Brenci
Aldo Bedini
Sergio Iacoponi
Consiglieri di minoranza
Alle 19,20 i consiglieri di minoranza abbandonavano l’aula consiliare.
