![]() I coniugi Esposito |
![]() Augusto Pesci |
– Subornazione di testimone, chiusa l’indagine sugli Esposito.
Sono arrivati venerdì gli avvisi di conclusione delle indagini su Enrico Esposito e Maria Lorenzini.
I due coniugi gradolesi furono travolti dallo stesso uragano giudiziario abbattutosi sul figlio Paolo Esposito, inquisito, arrestato e condannato all’ergastolo insieme all’amante-cognata Ala Ceoban, per l’omicidio della sua convivente Tatiana e della figlia 13enne Elena.
Sugli Esposito fu aperto un fascicolo a novembre 2010 per subornazione di testimone. Un procedimento a parte, ma inevitabilmente staccato da una costola del processo Gradoli, a carico del loro figlio.
Gli avvisi di garanzia furono consegnati agli Esposito in piena udienza, provocando l’impetuosa reazione dei legali dell’imputato, Enrico Valentini e Mario Rosati. La seduta fu sospesa per la notifica degli atti in caserma, per poi riprendere qualche ora più tardi.
L’ipotesi di reato era subornazione di testimone. In parole più semplici, secondo il pm Renzo Petroselli, gli Esposito avrebbero cercato di istigare uno dei testi del processo, Augusto Pesci, a rivelare il falso, per piegare la sua deposizione in favore del figlio.
Lo stesso Pesci, a sua volta, è stato iscritto nel registro degli indagati insieme agli altri membri dell’ex circolo An di Gradoli, per l’altro filone di inchiesta sul pick-up. Il famoso furgoncino che sarebbe dovuto servire a Esposito per trasportare i cadaveri di Elena e Tatiana ma che, esaminato da Ris e polizia scientifica, non conteneva tracce di dna delle due donne.
Gli avvocati degli Esposito, Enrico Valentini e Mario Rosati, hanno tempo fino ai prossimi venti giorni per poter leggere le carte e presentare eventuali memorie.
Dopodiché toccherà al pm Petroselli decidere se archiviare – scelta improbabile, vista la notifica degli avvisi – o chiedere al gip il rinvio a giudizio per la coppia, per l’eventuale fissazione dell’udienza preliminare.

