– Crocifissi d’oro, calici preziosi e contanti.
Questo sarebbe il bottino dei ladri che nella notte di Santa Rosa si sono introdotti nella casa di monsignor Lino Fumagalli.
I malviventi avrebbero agito indisturbati proprio grazie all’assenza del vescovo, impegnato a seguire il Trasporto di Fiore del Cielo.
Il furto sarebbe avvenuto con una calma tale da permettere ai ladri di usare con estrema accuratezza un frullino per aprire la cassaforte che si trovava nella casa del vescovo nella Curia. Pare che abbiano addirittura avuto il tempo di sostituire diversi di dischi di ricambio per perfezionare l’apertura della cassetta di sicurezza. Avrebbero persino scelto gli oggetti da portare via lasciando quelli ritenuti di minor valore.
Per entrare, invece, sempre secondo le indiscrezioni, si sarebbero serviti di un’impalcatura montata proprio vicino alla residenza di Fumagalli che è utilizzata in questi giorni per dei lavori di ristrutturazione all’edificio.
Il bottino, comunque, non è stato ancora quantificato con precisione, ma considerando il valore degli oggetti che il vescovo non ha più trovato in casa si pensa ad una cifra considerevole. Alcuni dei crocifissi e dei calici trafugati sono infatti molto preziosi.
Le indagini continuano. Finora non si sa nulla sugli eventuali autori del gesto. Ma si pensa, viste le modalità del furto, a dei professionisti che hanno studiato il colpo nei minimi dettagli.
