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Il marchio Tuscia viterbese alla pizza corchianese

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– A piazza san Carluccio, in pieno quartiere san Pellegrino, a Viterbo, nell’ambito dei festeggiamenti per la patrona santa Rosa, si è tenuto l’appuntamento “Dolce gusto”, esposizione e degustazione di pani e dolci tipici della Tuscia viterbese, organizzato dalla Camera di commercio di Viterbo, settore Marchio Tuscia viterbese, in collaborazione con l’associazione provinciale panificatori e pasticceri – Viterbo.

Tra i prodotti che hanno ricevuto il marchio Tuscia viterbese anche la pizza corchianese, offerta dai due panificatori di Corchiano: Emanuele Isanti del Panificio Isanti e Renato Forti de La forneria.

In rappresentanza dell’amministrazione comunale di Corchiano erano presenti l’assessore alle attività produttive Massimo Crescenzi, la presidente del consiglio comunale con delega al commercio Paola Troncarelli, e inoltre il panificatore Emanuele Isanti del panificio Isanti.

La pizza corchianese ha un condimento fatto a base di pomodoro, cipolla tagliata sottile, basilico, spolverata di pecorino grattugiato finale, nell’immediato dopo guerra, quando in paese si ebbe maggior benessere e si diffusero i negozi, o meglio, le botteghe come si diceva allora, sono state aggiunte anche le acciughe. Questo semplice condimento fatto di aromi, più che di ingredienti in senso stretto, testimonia la semplicità, la vocazione agricola e la povertà del luogo da cui proviene. Testimonia anche la fantasia, l’ecletticismo, la scanzonatezza degli abitanti, gli ingredienti non nominati nella ricetta, ma i più caratteristici, e indispensabili.

L’aroma mediterraneo del basilico, il gusto forte della cipolla, la corposità del pomodoro, che in genere viene usato a pezzi, l’uso delle acciughe, il pesce più a buon mercato un tempo, e il formaggio, l’ingrediente più costoso, messo non a fette, ma solo spolverato, ci parlano di un popolo contadino, povero, semplice ma pieno di iniziativa, di voglia di mangiar bene, anche se in modo semplice e sbrigativo.

È una ricetta che parla di donne che ritornano in paese, dopo una giornata in campagna, attraversano le forre con la schiena dritta per i pesi che portano sul capo, e hanno preso all’ultimo momento dall’orto una cipolla, un ciuffo di basilico e qualche pomodoro maturo.

Tornano a casa, accendono il forno a legna, prendono la pasta lievitata dalla madia, la condiscono con il pomodoro a pezzi, il basilico, la cipolla tagliata sottile. Spolverata di pecorino finale e poi nel forno. Dopo un po’ si sprigiona uno scrigno di profumi corposi e avvolgenti. Gli uomini portano il vino fresco dalla cantina e i giovani l’acqua dalle fonti. Si va in tavola. Questa è la pizza corchianese e il conferimento del marchio permetterà di perpetuare ancora questa antica storia di gesti e sapori.

Da sempre questa è la pizza propriamente detta a Corchiano. Quando le donne del paese dicevano “oggi si fa la pizza” intendevano questa, non altre. E così è anche oggi. Le pizzerie e i forni locali la propongono insieme alle altre ben note tipologie. È stata particolarmente apprezzata a Corchiano durante appuntamenti che hanno richiamato migliaia di persone come La III notte bianca della via Amerina e il premio Fescennino d’oro.

L’assenza del formaggio a fette la rende gustosa anche a temperatura ambiente, adatta per rendere unico un pasto a base di pizza, ideale per buffet e aperitivi, da mangiare davanti la partita o il gran premio, perché la sua fragranza rimane intatta nel tempo. Si abbina bene con i vini bianchi della Tuscia viterbese, con il Bianco di Orvieto, l’Est! Est! Est!, la birra, il Martini bianco, l’Aperol Soda e tutti gli aperitivi leggeri e delicati.

Il conferimento del marchio è una soddisfazione importante per un piatto semplice e apprezzato in tutto il mondo come la pizza, declinato secondo il gusto e la fantasia di un popolo che abita nella Tuscia un territorio leggendario, quello dove sorgeva l’antica città di Fescennium, dove nacquero i canti fescennini, dove oggi si trova il Comune di Corchiano, vincitore assoluto del “Premio Comuni a 5 stelle” 2010 e della XII edizione Città per il verde 2011.

Il marchio Tuscia viterbese aiuterà questa pizza a varcare i confini di Corchiano, a diffondersi nel territorio, a essere inserita in tanti menù. Attualmente anche un noto ristorante romano e una pizzeria nel centro di Roma, i cui proprietari hanno radici corchianesi, la offrono tra le loro pietanze, una autentica delizia di campagna in città. Dopo essere sbarcata nella capitale la pizza corchianese cercherà, sul volano del marchio Tuscia viterbese, di invadere pacificamente e voluttuosamente le tavole della Tuscia e del Lazio.


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