Riceviamo e pubblichiamo – Facciamo seguito alla nostra nota del 19 maggio 2011, con la quale evidenziavamo una serie di criticità nell’utilizzazione degli automezzi per attività lavorativa a domicilio, criticità particolarmente serie nel distretto Vt4; censurabilmente, nonostante la serietà delle tematiche, la nota non ha ricevuto alcun riscontro.
Il che è intollerabile, specie dato che la situazione si è ancora ulteriormente – se possibile – aggravata.
Al punto che, scopo della presente è precipuamente evidenziare e censurare la condotta intanto del dirigente del distretto Vt 4 – Massimo De Simoni – il quale sembra ignorare che le prerogative dirigenziali e la percezione delle relative – non trascurabili, specie in tempi di crisi – indennità dovrebbe importare la capacità di risolvere i problemi, e non ignorarli, nascondendosi dietro il rifiuto del dialogo per incapacità di dialogare.
Gli infermieri del distretto Vt 4 circolano su automezzi insufficienti, e con chilometraggi tanto elevati da essere ormai improponibili; questo lo avevamo scritto. Ora, abbiamo appreso, addirittura, che numerose macchine non sono state sottoposte alla revisione prescritta per legge.
La loro circolazione avviene cioè illegalmente. In altri distretti sono apprestati scadenzari appositi; ciò non pare valere per il distretto VT 4.
È evidente, peraltro, che la inaudita responsabilità di una noncuranza del genere è condivisa anche dal settore E-procurement, competente per la specifica attività. In ogni caso, il dirigente del distretto Vt 4 è un medico, ed è un dirigente medico.
Come medico non può non essere inconsapevole della criticità (ma in effetti si tratta di una evidente assurdità) per cui il Cad comincia i prelievi dalle 7; ma deve consegnarli poco dopo le 10.
Ovviamente, prelievi effettuati poco dopo le 7 non possono essere conservati su automezzi vetusti, e privi delle strumentazioni necessarie alla conservazione.
Ci risulta che in qualche caso ciò potrebbe aver compromesso l’attendibilità delle analisi.
Si rende conto il dirigente del distretto che i prelievi potrebbe riguardare la verifica – per esempio – di markers tumorali (prelievi a domicilio per pazienti non autosufficienti)?
In ogni caso, come può un dirigente medico non preoccuparsi di assicurare la conservazione a regola d’arte di prelievi analitici? Invece, la condotta dirigenziale – il c.d. management – appare improntato a tirare avanti come possibile, anche se è evidente che ciò è ormai impossibile.
Siccome le autovetture (oltre tutto non revisionate) non sono sufficienti, non si provvede a rinnovarle (assicurando anche strumenti di conservazione dei prelievi nell’interesse dei cittadini contribuenti). Si chiede, invece, ai lavoratori di utilizzare le proprie.
Salvo, poi, non compensare l’impegno richiesto, nell’esclusivo interesse dell’azienda, ma soprattutto della salute dei cittadini.
Per quanto ci riguarda, dal giorno successivo la redazione della presente, inviteremo i lavoratori a non prestarsi ulteriormente all’uso dell’auto propria; con questo tipo di dirigenza non aiuta a risolvere i problemi, ma consente soltanto di perpetuarli, nascondendoli.
Dirigenza che, siccome appare ragionare meramente sulla carta, ignorando completamente la realtà dell’assistenza medica sul territorio, suppone, poi, di risolvere lo stesso problema cambiando i turni (come se cambiare l’ordine degli addendi, possa mutare la somma).
Cioè, siccome le autovetture non sono sufficienti la mattina, non si aumentano le autovetture ma si pretende di spostare il personale in turni pomeridiani.
Soluzione davvero geniale. Che aumenta i costi, in quanto in tal modo si devono corrispondere le indennità di turno.
Ma che soprattutto pretenderebbe di obbligare gli utenti a consentire prelievi, a digiuno, dalle 14 alle 16 più o meno. Quando il laboratorio non è attivo. Senza porsi il problema della conservazione dei prelievi analitici.
Per quanto ci riguarda, dato che l’organizzazione del lavoro è materia quanto meno di consultazione, diffidiamo in ogni caso dal voler proseguire in una simile riorganizzazione, priva del benché minimo buon senso.
Per il resto, se non riceveremo un riscontro, urgente, serio e puntuale alle segnalazioni di criticità che siamo costretti a reiterare, non mancheremo – nostro malgrado, vi preghiamo di crederci – di rivolgerci ai servizi ispettivi regionali.
Angelo Sambuci
Segretario generale Uil Fpl