– «Sono vicino al personale di polizia penitenziaria del “Mammagialla” di Viterbo che, stamattina, ha manifestato davanti al carcere per denunciare le difficili condizioni di lavoro con cui gli agenti sono costretti a convivere». Lo dichiara, in una nota, il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.
Questa mattina le sigle sindacali più rappresentative della Polizia Penitenziaria, hanno protestato per portare all’attenzione dell’opinione pubblica le gravi criticità che affliggono la struttura penitenziaria viterbese: il sovraffollamento che crea pericolose situazioni di promiscuità fra detenuti di alta sicurezza e comuni, la cronica carenza di agenti di polizia penitenziaria, la difficile situazione sanitaria e, non da ultimo, l’assenza di un direttore a tempo pieno.
Secondo gli ultimi dati del Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria, aggiornati al 18 settembre, nel carcere di Viterbo erano presenti 746 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 444 posti.
«I problemi che denunciano i sindacati – ha detto il Garante – sono purtroppo comuni a tutte le carceri d’Italia perché quella che stiamo vivendo è una vera e propria emergenza sociale. Con il passare del tempo sta, infatti, accadendo quello che tutti temevamo e cioè il rischio che il sistema collassi. Se ancora ciò non accade lo dobbiamo anche all’abnegazione ed allo spirito di sacrifico degli agenti e delle altre professionalità impiegate nelle carceri che hanno comunque saputo garantire livelli di lavoro altissimi in condizioni estrema. Ma senza un intervento di sistema urgente da parte del legislatore nazionale che alleggerisca il sovraffollamento temo che anche la buona volontà di questi possa, alla fine, non bastare a tamponare una situazione di estrema gravità»