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Morta in gioco erotico, arrestato 42enne di Nepi

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Soter Mulé

Paola Caputo

La vittima Paola Caputo

– Ragazza morta in gioco erotico, arrestato ingegnere di Nepi.

E’ di Nepi e si chiama Soter Mulé l’ingegnere 42enne arrestato ieri mattina all’alba dalla polizia di Roma. L’accusa è di aver ucciso Paola Caputo, studentessa 24enne pugliese, morta soffocata durante un gioco erotico con un laccio di seta rossa.

La pratica si chiama shibari o kinbaku, nickname che Mulé aveva usato spesso in passato. E’ un’antica tecnica erotica giapponese che prevede l’uso di corde per legare varie parti del corpo.

L’ingegnere ne era un esperto. E sabato notte l’aveva praticata per l’ennesima volta, con Paola e la sua amica F.F., studentessa 23enne, che Mulé conosceva da tempo.

I tre si erano dati appuntamento venerdì sera per un aperitivo in un pub nel centro di Roma. Un locale piuttosto conosciuto dai cultori di shibari e sesso estremo, con fruste e corde.

Da qui Mulé e le ragazze si sono spostati al Circolo degli Artisti. Hanno bevuto e fumato spinelli. Il resto della serata lo hanno trascorso in un garage dell’Agenzia delle entrate in via dei Settebagni, dove F.F. lavora come usciere.

Qui è iniziato il “gioco”. Mulé ha legato i polsi delle due amiche e fatto passare la corda intorno a un tubo sul soffitto. Una specie di bilancia in cui una ragazza fa da contrappeso all’altra. Quando una sale, l’altra scende. Ed è proprio la salita che crea un soffocamento di pochi secondi. Una sensazione che, per gli esperti di shibari, è simile all’orgasmo.

A un certo punto, però, “qualcosa va storto”, come dirà lo stesso Mulé ai poliziotti che lo interrogheranno. Paola sviene, si accascia e fa salire verso il soffitto la sua amica, che rischia di rimanere impiccata.

F.F. arriverà all’ospedale Sant’Andrea in codice rosso e in condizioni gravissime. Per Paola, invece, sarà già troppo tardi quando, alle 4,45 di sabato mattina, arriveranno i soccorsi. Gli uomini del 118 la trovano già morta, forse da pochi minuti, forse da ore, perché non è escluso che Mulé abbia cercato a lungo di rianimarla prima di chiamare aiuto.

L’uomo è stato sentito dagli agenti del commissariato Fidene, che lo hanno poi arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale.


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