![]() L'uomo accusato di aver ucciso il fratello |
![]() L'uomo arrestato per l'omicidio del fratello |
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– Quando glielo hanno detto non riusciva a crederci. Hanno dovuto spiegarglielo che aveva ucciso suo fratello.
Vasilica Goldum se ne è reso conto solo alle 7 di ieri mattina, quando i carabinieri lo hanno portato in caserma.
Sei ore prima aveva ucciso il fratello minore, il 35enne Mihai Goldum, con una coltellata al cuore. Ma era talmente ubriaco da non aver realizzato (video: l’arresto di Goldum fotogallery: l’arresto * il luogo dell’omicidio).
E’ successo tutto in piena notte, nella campagna di Oriolo Romano.
I due fratelli erano a casa, nel capanno di via della Mola adiacente all’azienda agricola in cui lavorano come servi pastori.
Da quanto risulta ai carabinieri, Vasilica era già ubriaco quando ha cominciato ad aggredire verbalmente il fratello. Lo ha accusato di essere l’amante di sua moglie.
Mihai era tornato da pochi giorni da una vacanza di due settimane in Romania.
Vasilica era convinto che la moglie e il fratello avessero avuto una relazione proprio in quei giorni. Mihai avrebbe negato, affermando, secondo le indagini, che era vero che la moglie lo tradiva con altri uomini. E’ stato allora che il maggiore dei due fratelli ha preso il coltello che usava per i lavori di pastorizia e ha colpito l’altro al cuore. Un solo fendente è bastato per ucciderlo all’istante.
Alla scena avrebbe assistito un loro connazionale e collega, assunto dal datore di lavoro dei Goldum proprio per sostituire Mihai nel periodo in cui era in ferie.
L’uomo, terrorizzato, ha contattato immediatamente il padrone dell’azienda, originario di Nuoro ma da anni residente a Oriolo. L’imprenditore ha parlato al telefono sia con il testimone che con Vasilica, ma i due parlavano in romeno. Solo quando li ha raggiunti ha capito cos’era accaduto. Aprendo la porta, l’imprenditore si è trovato davanti la scena agghiacciante del corpo di Mihai riverso a terra, in un lago di sangue. A quel punto ha chiamato i carabinieri di Oriolo, arrivati per primi sul posto. Li hanno raggiunti poco dopo i colleghi del nucleo investigativo viterbese del tenente Giovanni Martufi, i militari della compagnia di Ronciglione, al comando del maggiore Guglielmo Trombetta, i vigili del fuoco e il magistrato Fabrizio Tucci, titolare dell’inchiesta.
L’arma del delitto è un grosso coltello che il proprietario dell’azienda aveva dato a Vasilica per i lavori di pastorizia.
I rilievi dei carabinieri sono andati avanti per tutta la notte. Al mattino Vasilica è stato portato in caserma a Viterbo. Agli inquirenti che lo hanno ascoltato, Vasilica avrebbe detto che non aveva intenzione di uccidere suo fratello.
Arrestato per omicidio, si sono aperte, per lui, le porte del carcere Mammagialla.





