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– E’ stata inaugurata nei giorni scorsi presso il museo dell’associazione Piero Taruffi a Bagnoregio la grande mostra documentale permanente intitolata “Il Bisiluro ai raggi x – anatomia di un bolide” nella quale sono in mostra una serie di tavole progettuali originali realizzate dai disegnatori dell’ingegnere romano ed alcune delle quali modificate e corrette manualmente dal progettista; la raccolta si compone di oltre cinquecento tavole che l’associazione acquistò alcuni anni fa da un progettista emiliano e che solo ora ha potuto esporre grazie al contributo economico del Comune di Bagnoregio, dell’assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo, della Fondazione Carivit e di Asi.
La mostra è arricchita da una serie di pannelli tecnici nei quali è descritta la filosofia ingegneristica che portò Piero Taruffi alla realizzazione di questo mezzo avveniristico con il quale realizzò negli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso una innumerevole serie di primati mondiali di velocità e da alcuni filmati d’epoca gentilmente concessi da Teche Rai,Istituto Luce e Museo Piaggio Gilera.
La cerimonia inaugurale alla quale erano presenti il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti e il presidente dell’Asi, Roberto Loi si è conclusa con una interessante tavola rotonda sul tema dell’ evoluzione aerodinamica nel settore auto-motociclistico alla quale era presente anche Massimo Grandi, titolare della cattedra di Car-design presso l’Università di Firenze, unanimemente riconosciuto come uno dei più esperti conoscitori del settore.
L’allestimento di questa nuova mostra permanente ha portato anche ad un completo riassetto della struttura espositiva con potenziamento della sezione dedicata al cinema che coinvolge sempre i visitatori e dove ora è visibile, tra l’altro, un filmato realizzato dalla televisione pubblica giapponese in occasione dei centocinquanta anni dell’ Unità d’ Italia dedicato ai nostri grandi registi e con una bella parte girata proprio a Bagnoregio ed al Museo per ricordare Federico Fellini e “La Strada”.
Di grande interesse anche la sezione dedicata alle microcar che desta sempre la curiosità dei visitatori che spesso si imbattono per la prima volta in una realtà progettuale ignorata dai più come quella che portò alla realizzazione della Isetta e di tutta quella famiglia di piccole auto che vide la luce intorno al 1950 e che anticipò di mezzo secolo la “innovativa” Smart.
Impreziosita anche la sezione motoristica con la presenza di una raccolta di motori kart e rinnovata la varietà dei mezzi esposti tra i quali segnaliamo una rara e bellissima Ansaldo Corsa del 1921 e varie motociclette tra le quali due Honda competizione degli anni novanta con le quali gareggiò ufficialmente Loris Capirossi.
Con questo nuovo look il museo dell’associazione Piero Taruffi si conferma come una delle più importanti realtà del settore a livello nazionale e come riferimento culturale per i tanti appassionati di automobilismo storico che, oltre a guidare un’auto o una moto del passato, amano conoscerne la storia, i progettisti e le tecniche costruttive e sanno che presso la struttura di Bagnoregio tutto questo è possibile fin dal 1988 quando i fondatori dell’associazione decisero di definirla “ storico-culturale” proprio per ben delineare quelle che sarebbero state le linee di gestione negli anni futuri.



