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Piccioni, niente pappa ma schioppettate

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Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola

– Vietato dar da mangiare ai piccioni, ma soprattutto è consentito sparare.

Il Comune di Tarquinia è alle prese con il contenimento della popolazione di colombi.

Data l’elevata presenza di piccioni nel paese, il sindaco Mauro Mazzola ha emesso un’ordinanza in cui si vieta di dar da mangiare agli uccelli e in cui consente il loro abbattimento attraverso armi da fuoco.

Nelle zone agricole di Tarquinia sarà quindi possibile sparare ai piccioni, secondo le prescrizioni imposte dal calendario venatorio regionale 2011/2012. Chi è in possesso di regolare licenza di caccia potrà infatti far fuoco contro i colombi. Chi uccide i colombi avrà anche il dovere di comunicare il numero dei capi abbattuti.

Inoltre, lo stesso provvedimento include la somministrazione di “materiale antifecondativo” in zone specifiche.

Al fine quindi di contenere il numero di piccioni che popolano il paese, il sindaco ordina:

– la somministrazione di mangime antifecondativo disposta dal Comune in apposite aree all’uopo predisposte da parte di soggetti appositamente autorizzati;

il divieto di alimentazione, in maniera diretta o indiretta, dei colombi presenti nel territorio comunale;

– il divieto di distribuzione di mangimi velenosi al fine di evitare nocumento ad altre specie di animali domestici;

– la rimozione delle deiezioni, delle carcasse e di ogni altro rifiuto, riconducibile alla presenza di piccioni, volto a deturpare il patrimonio monumentale ed edilizio;

– la chiusura di eventuali fori, aperture e siti di accesso presenti negli stabili pubblici e privati (che agevolano la nidificazione di tali volatili) attraverso l’ installazione di adeguati sistemi di “schermatura” (reti metalliche a maglie sottili e simili);

l’installazione, in corrispondenza delle estremità e dei posatoi degli edifici pubblici e privati, di idonei sistemi di dissuasione (apposite punte metalliche e/o reti) al fine di impedire l’abituale stazionamento dei colombi.

Le motivazioni dell’ordinanza sono di carattere igienico-sanitario per la possibile trasmissione all’uomo di microorganismi patogeni; economico, in quanto l’azione corrosiva degli escrementi comporta un deterioramento dei palazzi storici e delle strutture architettoniche che poi vanno restaurate; ambientale e di decoro, vista l’abbondanza di deiezioni nel luoghi pubblici e privati.


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