![]() Il sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi |
Riceviamo e pubblichiamo – Abitando in quel sito e percorrendo quotidianamente via di Poggio Cavaliere non posso esimermi dal rappresentare quello che è il pensiero comune degli oltre duecento nuclei familiari che quotidianamente sono obbligati a transitarvi.
Una strada ormai fatiscente, sporca, cosparsa di buche che obbligano a vere e proprie gimkane automobilisti e motociclisti che la impegnino.
In Italia ogni problema che nasce orfano… non fa eccezione quello inerente alla proprietà ed al conseguente obbligo di manutenzione di via di Poggio Cavaliere.
La gestione di una strada siffatta implica notevoli costi e oneri manutentivi che in un periodo di vacche magre come questo rende ancor più inappetibile per l’amministrazione la definitiva presa di responsabilità sulla citata via. Poco importa al sindaco se deliberazioni del consiglio comunale di Ronciglione ne conclamino la proprietà. Poco importa se la stessa Provincia di Viterbo ne conferma l’appartenenza al Comune di Ronciglione.
E meno ancora importa al sindaco Sangiorgi degli accorati appelli provenienti dai residenti (diffidati tra l’altro a parlare al primo cittadino solo per tramite degli amministratori del consorzio in quanto, non sappiamo sulla base di quale nuovo o nascosto articolo della Costituzione Italiana, non vengono ritenuti legittimati ad interagire con l’amministrazione).
Il sindaco tira dritto nel suo ostinato silenzio e nel suo ormai proverbiale immobilismo, dimentico delle affermazioni rese nel 2008 di fronte all’assemblea dei consorziati (quando confermò che la proprietà della strada era passata al Comune di Ronciglione), lasciando la strada in questione a marcire giorno dopo giorno, indifferente ai solleciti, alle suppliche e, perché no, anche alle diffide che ci risulta gli siano giunte in proposito.
Ma lui si sa ha “Ronciglione nel cuore” mica Poggio Cavaliere… E allora, tanto per risvegliare la attenzione sua e quella dei suoi sottoposti siamo a riportare il testo di una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, certi che se non al sindaco magari a qualcuno memoria e attenzione si desteranno.
La Cassazione: “Sindaco e dirigente sono responsabili penalmente delle buche sulla strada. I Comuni sono obbligati a rimuovere le buche e tutte le insidie per strada che possono causare incidenti e cadute. Se non lo fanno, avverte la Cassazione, rispondono in sede penale e personale per le lesioni causate il dirigente dell’ufficio tecnico del comune e l’amministrazione. La Suprema Corte con la sentenza 13775/11 ha riconosciuto un importante principio secondo il quale i Comuni sono obbligati a rimuovere le buche e tutte le insidie per strada che possono causare incidenti e cadute in quanto il sindaco e il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune assumono la posizione di garanzia sulla base di una generale norma di diligenza che impone agli organi dell’amministrazione comunale, rappresentativi o tecnici che siano, di vigilare, nell’ambito delle rispettive competenze, per evitare ai cittadini situazioni di pericolo derivanti dalla non adeguata manutenzione e dal non adeguato controllo dello stato delle strade comunali e se non lo fanno rispondono in sede penale per le lesioni causate ai cittadini”.
Alberto Rossi
Vicesegretario provinciale La Destra Viterbo
