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– Grida tutta la sua rabbia e la sua frustrazione contro il consiglio comunale, ma si sente male e cade a terra privo di sensi.
Momenti di forte tensione ieri sera durante una seduta fino a quel momento andata avanti senza troppi scossoni. Si parla d’urbanistica. Seduto come ospite, accanto al tavolo della stampa, Claudio Pietrella, noto geometra, tra i titolari del cartodromo sulla Cassia Nord. Professionista serio e persona posata e tranquilla, così lo descrive chi lo conosce.
Ma ieri sera per Pietrella la misura è stata superata. Da circa quindici anni attende che il Comune dia l’ok a un progetto che riguarda un terreno sulla Tuscanese, diventato edificabile. Una lunga attesa, non ancora finita. Non può edificare, ma deve pagare le tasse, visto che l’appezzamento è cresciuto di valore.
Così ieri, quando è cominciata la discussione per il piano integrato sulla Teverina che interessa l’ex consorzio agrario, non ci ha visto più. Un’altra pratica che passa prima della sua. Si è alzato e ha iniziato a gridare.
“Che brava amministrazione – ha detto ironicamente Pietrella – siete celeri. Sono venti anni che aspetto”. Qualche secondo di smarrimento, i più non sanno chi sia. Il presidente del consiglio Micci prova a richiamarlo. C’è un regolamento. Ma la foga del geometra è tale che non sente ragioni. Pure i vigili urbani presenti in sala ci si mettono d’impegno a convincerlo, calmandolo. Niente.
Sentendosi vittima di un torto, Pietrella continua a gridare le sue ragioni. Mentre due vigili tentano di farlo uscire dalla sala. Inutile. L’uomo è deciso a far valere le sue ragioni. “Chiamate la polizia – dice – stasera mi faccio arrestare, non me ne vado”. Nessuna paura.
Per qualche istante riescono a farlo sedere, il consigliere Terri che lo conosce, tenta di calmarlo. “Claudio – gli dice – sei una brava persona, stai calmo”. Forse si preoccupa anche delle sue condizioni di salute, avendo avuto problemi in passato.
La seduta nel frattempo è sospesa. Tra i consiglieri c’è agitazione. Ma Pietrella si rialza, continua a gridare. Poi all’improvviso cade a terra. Qualcuno pensa che si tratti di una forma di protesta, per non uscire dalla sala. Dura poco. Qualcuno grida: “Aiutatelo, sta male”.
Pietrella è stato colto da malore. Corrono verso di lui Francesco Serra, Goffredo Taborri e Sandro Zucchi, medici di mestiere. Gli prestano i primi soccorsi mentre viene chiamato il 118. Sotto la testa dell’uomo viene messa una borsa per tenerla sollevata, mentre lo continuano a chiamare. Claudio… Claudio. L’uomo non sembra rispondere. Poi sospira. Si lamenta. Attimi convulsi.
Nel frattempo Gabbianelli, rientrato, fa allontanare le persone che stanno attorno all’uomo. Ognuno fa quello che può, c’è chi apre la finestra per fargli arrivare più aria. Pietrella comincia ad agitarsi. Viene invitato a stare calmo. Zucchi gli chiede dove sente dolore. Lui pare rispondere. Serra gli misura i valori.
In pochi minuti arriva l’ambulanza del 118 con i sanitari, Pietrella pare tranquillo, ma sempre in uno stato di semi coscienza. Gli vengono prestate le cure del caso, quindi viene posizionato su una barella a forma di sedia e trasportato a Belcolle.
Poco dopo Serra rassicura. I suoi valori non destano preoccupazione. In sala però ce n’è e molta.
Mista ad angoscia. Tanto che la seduta non riprende. “Ho sentito i capigruppo – spiega Gabbianelli – è stato stabilito di fermarci”. Quindi un ringraziamento ai soccorsi tempestivi, a cominciare dai consiglieri e dall’assessore.
“Le parole di Serra – dice al microfono Gabbianelli –, professionista del quale ho avuto la fortuna di farmi curare anche io, ci rassicurano”.
Ma l’episodio deve far riflettere. “Senza entrare nelle motivazioni – spiega il presidente prima di fare l’appello finale – quanto accaduto deve farci pensare alle conseguenze che le decisioni prese in questo consesso hanno all’esterno”.

