Riceviamo e pubblichiamo – Caro sindaco, la presente per chiederle di occuparsi della situazione di una classe della scuola elementare Fantappiè.
Da quello che alcuni genitori mi hanno riferito, la classe seconda a 35 ore che sarebbe dovuta partire regolarmente lunedì prossimo, sarà smembrata. I 15 bambini che ne fanno parte dovranno essere accorpati o alla classe di 40 ore o a quella di 27 ore. Non si riesce ad immaginare neanche il criterio con cui si è addivenuti a una soluzione del genere. Tanto più che le famiglie interessate sono state convocate per domani pomeriggio, quattro giorni appena dall’inizio della scuola.
Caro sindaco, se quanto mi è stato riferito rispondesse alla realtà, converrà con me che si tratta di un altro episodio di ”malascuola” imposto dai tagli orizzontali causati dalla riforma Gelmini. Se tutto questo rispondesse al vero le famiglie, messe di fronte al fatto compiuto, sarebbero state private anche della possibilità di chiedere un nulla osta di trasferimento presso altro istituto per i loro figli. Converrà con me che è necessario verificare la reale situazione e cercare di rimuovere, qualora esista, questo discriminatorio impedimento che viene scaricato sui bambini e sulle loro famiglie. Mi auguro che interverrà in maniera celere vista la delicatezza della situazione.
Con l’inizio delle scuole previsto per il prossimo lunedì le famiglie conosceranno il destino scolastico dei loro figli. Non ci sarà più posto per il contraddittorio sterile tra chi, con superficialità, sostiene che la scuola va a gonfie vele con un tempo pieno mantenuto e chi come me sostiene che resta solo un tempo prolungato a spezzatino.
Nel rispetto della battaglia portata avanti con il Comitato dei genitori per la difesa del tempo pieno, sarà mia premura reperire informazioni precise circa la reale situazione delle scuole primarie a Viterbo e provincia. Con lo stesso zelo informerò lei e tutte le istituzioni oltre che la stampa a dimostrazione che la battaglia portata avanti convintamente da noi mamme non era animata da demagogia ma dal senso di responsabilità. Quel senso di responsabilità che almeno noi, mamme, abbiamo nei confronti dei nostri figli. Quel senso di responsabilità che porta a ribellarci a questa situazione tesa a scoraggiare chi studia e che in generale ostacola chi intende impegnarsi seriamente nello studio come nella vita.
Resto in attesa di suo cortese riscontro.
Cordialmente,
Luisa Ciambella
