![]() Francesco Battistoni |
Riceviamo e pubblichiamo – L’Università Agraria di Blera ha scritto alla presidente Polverini per suggerirle la rimozione del consigliere Francesco Battistoni dalla carica di presidente della commissione Agricoltura della Regione Lazio.
Molti cittadini si sono sentiti offesi dalle dichiarazioni che il consigliere Francesco Battistoni, presidente della commissione Agricoltura, ha rilasciato sulla richiesta di certificazione di una tartufaia controllata promossa dall’Università Agraria di Blera.
Dichiarazioni inerenti un tema che il consigliere Battistoni dovrebbe conoscere bene e che invece, per i loro contenuti, hanno creato confusione nella cittadinanza, paventando lo spettro “di tutta una serie di privazioni” (così aveva dichiarato) per la collettività.
L’istituzione di una tartufaia controllata, a differenza di quanto sostiene il consigliere Battistoni, non esclude il pascolo, che è anzi necessario per una migliore fruibilità delle tartufaie naturali, né comporta privazioni per i cittadini.
L’unica attività incompatibile con la gestione di una tartufaia controllata è quella venatoria che, come noto, non si configura né come uso civico, né come attività imprenditoriale da cui si possa trarre un profitto lecito. Ed in ogni caso va detto che pure con l’istituzione della tartufaia (440 ettari) resterebbero cacciabili, a Blera, oltre 8.500 ettari.
In merito ai problemi di legittimità del provvedimento dell’Università Agraria di Blera sarebbe necessario che il consigliere Battistoni non prendesse per oro colato le delibere del Comune di Blera e desse una corretta lettura, oltre che una giusta interpretazione, della normativa specifica e della documentazione in essere.
Restando in tema, il sindaco Francesco Ciarlanti e l’assessore Angelo Peruzzi hanno portato in consiglio comunale un regolamento sulla raccolta riservata dei tartufi che già il settore legislativo della Regione Lazio, per un altro Comune, aveva ritenuto essere “privo di fondamento giuridico”.
Sempre in materia di raccolta di tartufi, sperando di fare cosa utile ai soggetti in causa, si segnala che l’area consulenza e assistenza giuridica della Regione Lazio ha recentemente chiarito “che la possibilità di costituire zone di raccolta riservata di tartufi è limitata ai conduttori di tartufaie controllate o coltivate”, cosa di cui l’Università Agraria di Blera, diligentemente, ha preso atto.
Infine, entrando nel merito politico della questione, non si capisce per quale motivo ci sia tanto accanimento contro la tartufaia controllata dell’Università Agraria di Blera.
Le due maggiori sagre estive, che richiamano decine di migliaia di persone a Blera e Civitella Cesi, vedono il tartufo quale prodotto di punta, con un incontestabile beneficio per la pubblicizzazione del nostro olio extravergine di oliva e della carne.
È così scandaloso voler migliorare e implementare il settore tartuficolo?
Si tratta di temi che dovrebbero essere cari agli amministratori locali. Ma evidentemente il cruccio di qualcuno che non potrà più ammazzare gli amati, o a questo punto odiati, cinghiali, è più forte degli interessi della collettività. Questo è il vero problema.
Un ultimo pensiero per il consigliere Battistoni, spesso visibile dalla cittadinanza di Blera in occasione di feste e sagre su invito del sindaco Ciarlanti e dell’amministrazione comunale.
Sarebbe opportuno che le sue dichiarazioni di vicinanza all’agricoltura del territorio, fatte durante le presenze conviviali, si traducessero poi in fatti concreti. Ad oggi, e senza alcun invito, risulta che solo l’assessore alle Politiche Agricole Angela Birindelli si sia adoperata in favore degli allevatori blerani, operatori in zona svantaggiata.
Ci auguriamo quindi che il consigliere Battistoni, nel futuro immediato, possa prendere spunto da simili, virtuosi, comportamenti; così facendo, forse, sarà più utile al nostro paese.
Università Agraria di Blera
