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Torna Zinghereria

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Una delle opere di Anna Capolupo

Una delle opere di Anna Capolupo

Riceviamo e pubblichiamo – Dopo un’estate piena di appuntamenti e musica, Zinghereria torna dal 9 al 18 settembre al Centro d’Arte Tarquiniese presentando una mostra personale di Anna Capolupo dal titolo “Dettagli – Firenze – Berlino”.

Anna Capolupo è una giovane artista di Lamezia Terme laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze presso la scuola di pittura di Adriano Bimbi, attualmente vive e lavora a Berlino.

I lavori di Anna Capolupo sono figli del nostro tempo, in cui l’uomo crea e distrugge, in cui si ha paura della natura perché non la si conosce abbastanza per poterla accettare.

I suoi paesaggi urbani sono un’istantanea distorta e deforme della realtà. Tutto sembra fermo ma la vita scorre crudele, ingiusta e confusa: dentro i freddi binari, sui ponti di ferro, nei palazzi ammassati e negli incroci deserti, nelle grigie stazioni.

Una presa di coscienza della realtà quotidiana dove l’uomo è assoluto protagonista con tutte le sue contraddizioni. Un caos ordinato, inquieto e malinconico. L’utilizzo di colori acidi puntella di eccitazione una base chiaroscurale affascinante. Una desolazione descritta minuziosamente nei dettagli.

Il suo sguardo verso l’interno è ancora rivolto all’individuo, a quell’ambiente che per consuetudine è simbolo di intimità e discrezione: il bagno. La Capolupo non cerca di sbeffeggiare o umiliare l’uomo nella sua dignità, anzi vuole che se ne veda la bellezza anche in luoghi che per vergogna non ama condividere. I piani prospettici e le inquadrature ravvicinate, ci proiettano dentro un microcosmo tutto nuovo e da scoprire.

“Non mi aspettavano per Natale – dice Anna Capolupo –  troppo piccola le dissero, poi il sole mi aiutò e nella terra imparai a metter radici….scappo! dipingo dissi e valigie, città, grigio, case su case, Torino senza capire; Firenze, facce chimiche, letti; poi torna mi disse, il suo sonno leggero mi aspetta la notte…riparti, dipingo dissi, lascia occhi incontra mani e piedi, dipingo dissi, estati piene, in mano gesti di carta in terre che non sono mie; Riparto, dipingo dissi, e valigie, città, grigio, case su case; Berlino, stanze vuote, silenzi, sorrisi; poi torna mi disse, il suo sonno leggero mi aspetta la notte, dipingo dissi…”

Corrado Chiatti


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