– La chiusura del centro accresce il valore storico e monumentale della città. Un valore aggiunto per Viterbo, se gestito nel modo adeguato.
Sullo stop alle auto dentro le mura, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini ha le idee chiare. “Il centro – spiega Parroncini – è un grande patrimonio artistico e culturale. Se valorizzato, il suo valore è inestimabile. Nel centro c’è chi ci vive o ha un’attività. Io penso che si possa arrivare a renderlo più fruibile, senza danneggiare i commercianti, con soluzioni che tengano conto della loro attività. Sono favorevole alla chiusura regolamentata”.
Il cuore di Viterbo ne guadagnerebbe. “Abbiamo il quartiere medioevale che è unico al mondo, così ben conservato. Occorre renderlo più fruibile”. Viterbo città d’arte e cultura. Oggi lo è davvero?
“Assolutamente no. Siamo ancora agli slogan. Non esiste una politica di valorizzazione in grado di collegare le attività culturali, artistiche, i prodotti enograstronomici, non ci sono servizi per valorizzare la sosta del turista, che è mordi e fuggi. Invece dovrebbero fermarsi, dando lavoro ad alberghi e ristoranti”.
Troppo si potrebbe fare. “Pacchetti su percorsi a Viterbo, ma anche proponendo quanto abbiamo intorno. Penso a Villa Lante, ma non solo. Avendo come centro per la permanenza, la città”. Invece: “In questi anni chi doveva, ha latitato. Basta guardare poco lontano, alla Toscana. C’è la Val d’Orcia, patrimonio dell’umanità per il suo paesaggio. O Pienza, una piccola cittadina, con il centro storico libero dalle auto, ogni dieci metri c’è un negozio d’artigianato tipico. Serve la volontà.
Se invece le risorse che si hanno s”investono solo per curare quattro aiuole che ci sono, penso proprio che non basti”.
Razionalizzare la viabilità dentro le mura per rendere più accogliente la città a chi la visita. I ritorni (economici e non) sono evidenti. Anche se non basta solo chiudere, serve altro. Dalle infrastrutture ai servizi.
“La nostra città non è da turismo di massa come Roma. Chi viene da noi cerca luoghi di valore, è un turista medio alto, vuole scoprire il territorio. Ci dobbiamo specializzare.
La via Francigena, ad esempio. Ci sono i pellegrini, ma non mi pare che il Comune faccia molto, non c’è una politica seria. Invece Viterbo è una tappa fondamentale.
Servono risorse, occorre tirare fuori le idee”.
