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Belcolle, gli infermieri alzano la voce

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Il presidio degli infermieri a Belcolle

Il presidio degli infermieri a Belcolle

La raccolta delle firme

La raccolta delle firme

Egidio Gubbiotto (Confael)

Egidio Gubbiotto (Confael)

Antonella Ambrosini (Cgil)

Antonella Ambrosini (Cgil)

Sergio Riccardi (Cgil)

Sergio Riccardi (Cgil)

Il modulo della raccolta firme

Il modulo della raccolta firme

Il presidio a Belcolle

Il presidio a Belcolle

Stefano Innocenzi, medico (Cgil)

Stefano Innocenzi, medico (Cgil)

– Gli infermieri alzano la voce.

Più volte hanno chiesto di essere ascoltati, ma mai hanno ricevuto risposta. E ora cominciano la loro protesta.

Ieri i sindacati Cgil – Fp, Cisl – Fp, Uil – Fpl, Fials e Confael hanno organizzato un sit – in fuori dall’ospedale Belcolle per sensibilizzare l’opinione pubblica e le forze politiche alla drammatica situazione in cui versa il personale infermieristico.

A partire da ieri al presidio si raccolgono le firme a sostegno della mobilitazione degli infermieri, e si informa sulla critica carenza di personale infermieristico.

“Stiamo raccogliendo le firme – spiega Egidio Gubbiotto (Confael) – per sensibilizzare politica e istituzioni affinché la Regione sblocchi almeno le sostituzioni del personale infermieristico per le lunghe malattie e la maternità.

Ci sono reparti – aggiunge Gubbiotto – in cui due soli infermieri devono occuparsi di 40 pazienti, e altri in cui ci sono più medici che infermieri, ma i medici, una volta fatta la visita, se ne vanno; sono gli infermieri che stanno a contatto tutto il giorno e tutta la notte con i pazienti.

Inoltre – continua – c’è il problema dell’imminente scadenza dei contratti degli infermieri precari. Contratti che sicuramente non saranno rinnovati. Tutto questo comporta difficoltà nell’assistenza quotidiana e concreta ai pazienti.

Questa è un’iniziativa che io ritengo tenera, e qualora non dovessero esserci risposte, ne metteremo in campo delle altre ben più energiche. Potremmo cominciare da un sit – in in piazza del Plebiscito, proprio davanti alla Prefettura e al palazzo comunale.

Siamo arrivati a questo – conclude Gubbiotto – dopo continue sollecitazioni e richieste di incontro inviate sia al presidente della Regione Polverini, sia al prefetto di Viterbo Scolamiero. Mai nessuno ci ha convocati. Solo una volta il prefetto ci ha chiamati, ma si trattava della clinica Santa Teresa. E ora che si tratta di noi?”

Presenti al sit- in anche i rappresentanti della Cgil Sergio Riccardi, segretario generale, e l’ostetrica Antonella Ambrosini.

“Non ci saremmo mai aspettati un trattamento simile da un ex sindacalista come la presidente Polverini – spiega Antonella Ambrosini -. A cominciare dal mancato rispetto dell’accordo del 2009 sui precari, fino allo sblocco delle assunzioni, che sembra non coinvolgerà la provincia di Viterbo. Stiamo ricevendo uno dei peggiori trattamenti. Ci sentiamo fortemente penalizzati dalla Regione.

Inoltre – aggiunge – ai tagli indiscriminati non è seguita una riorganizzazione, che invece era necessaria. E poi, tutti aspettano l’atto aziendale. Ma a che serve? L’atto aziendale è un atto di organizzazione. Senza personale, che senso ha?

Infine – conclude Ambrosini – l’assenza politica è un fatto gravissimo. Noi non sappiamo neppure chi siano i nostri interlocutori. E di tutta questa situazione chi ne fa le spese è il paziente. E’ paradossale che ai pazienti debbano pensare i sindacati”.

I sindacati all’unisono chiedono che vista la grave e persistente latitanza politica, almeno la direzione generale dia un segno di una qualche partecipazione, o almeno di preoccupazione in merito alla carenza del personale infermieristico.

Al sit- in hanno partecipato anche Lamberto Mecorio, infermiere (Uil) e Stefano Innocenzi, medico di pronto soccorso (Cgil).


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