![]() Fabrizio Filippi |
![]() Il lancio dell'estintore |
– Chiesta la convalida dell’arresto di Fabrizio Filippi detto “Er Pelliccia”.
Il ragazzo di Bassano Romano, fotografato mentre scaglia un estintore durante gli scontri di Roma di sabato scorso, era stato fermato il 17 ottobre dagli uomini della Digos.
In giornata è previsto l’interrogatorio di garanzia del 23enne.
Proseguono, nel frattempo, le indagini per identificare altri responsabili dei disordini. A Ravenna la Digos ha sequestrato a due ragazzi di 19 e 20 anni una fionda, maschere antigas, passamontagna, pantaloni e felpe neri, caschi, piantine di Roma con il tragitto del corteo e documenti che spiegano come attaccare le forze dell’ordine ed evitare le telecamere.
Perquisizioni anche a Viterbo, considerata per anni roccaforte degli anarco-insurrezionalisti, dove la polizia ha interrogato due amici di Filippi.
In particolare, gli accertamenti si starebbero concentrando su alcuni esponenti dei gruppi ultras di Lazio e Roma che potrebbero essere tra coloro che hanno dato l’assalto al blindato dei carabinieri poi incendiato.
Per quanto riguarda gli altri dodici giovani coinvolti negli incidenti di sabato scorso, nella tarda serata di ieri è arrivata la decisione del gip Elvira Tamburelli.
Disposta la custodia cautelare per Giovanni Caputi, 22 anni di Terlizzi (Bari), Giuseppe Ciurleo, 20 anni di Roma, Alessandro Venuto,24 anni di Subiaco (Roma), Giovanni Venuto, 30 anni di Tivoli (Roma), Lorenzo Giuliani, 19 anni di Genzano (Roma), Robert Scarlett, 21 anni, romeno, per il quale Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha firmato ieri il decreto di allontanamento, Ilaria Ciancamerla, 21 anni di Sora (Frosinone), Valerio Pascali, 21 anni di San Pietro Vernotico (Brindisi), e Stefano Conigliaro, 22 anni di Catania.
Vanno invece ai domiciliari Alessia Catarinozzi, 26 anni di Alatri (Frosinone) e Alessandra Orchi, 29 anni di Roma.
L’unico a tornare in libertà è il romano Leonardo Serena, 21 anni, per il quale il pm aveva chiesto, a differenza degli altri, gli arresti domiciliari. Nel corso degli interrogatori di garanzia tutti avevano respinto le accuse.
La decisione del gip è arrivata a notte fonda, dopo oltre sei ore di camera di consiglio. Il reato contestato dalla Procura è quello di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
I difensori hanno annunciato che ricorreranno al tribunale del Riesame. I legali dei ragazzi hanno riferito che il gip ha motivato la decisione di confermare la detenzione per nove dei giovani, sostenendo che si tratta di soggetti “pericolosi”.

