– E’ stato fermato intorno alle 19,30 l’uomo alla guida del furgone che potrebbe aver ucciso il ciclista 53enne Massimo Faccenda, travolto martedì pomeriggio da un’auto pirata.
E’ Vincenzo Ventura, trasportatore di 62 anni, originario di Fonte Nuova, in provincia di Roma e che trasporta e consegna medicinali con un furgone per conto di una ditta viterbese.
Dalle indagini congiunte di carabinieri e squadra mobile, dopo l’incidente l’uomo aveva lasciato il mezzo al deposito della ditta, con un biglietto in cui spiegava di aver avuto un piccolo incidente.
Il furgone è stato quindi portato da un meccanico che, quando lo ha visto, si è subito insospettito: il veicolo era talmente distrutto da far pensare a ben altro che a un “piccolo incidente”. Il carrozziere ha collegato il fatto alla morte del ciclista e contattato un suo amico poliziotto. Da qui è scattata l’indagine della mobile e le ricerche dei carabinieri che, intorno alle 19, sono andati a prendere l’uomo in provincia di Roma.
Il furgone è ora in questura per gli accertamenti del caso. Da analisi più approfondite, è risultato che alcune parti del veicolo erano sporche di sangue. Faccenda avrebbe urtato violentemente contro lo specchietto, per poi finire nel burrone sottostante, alto più di sette metri.
Quanto all’uomo fermato, è arrivato intorno alle 20 alla Procura di via Falcone e Borsellino, per rispondere alle domande del magistrato Paola Conti.
Alla fine dell’interrogatorio l’uomo è stato portato in questura per il fotosegnalamento e poi al carcere Mammagialla.
E’ accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo.




