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Criminalità, Viterbo ad alto livello di delittuosità

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Francesco Mattioli

Il sociologo Francesco Mattioli

– Con la pubblicazione del Rapporto sulla sicurezza e sulla criminalità nel Lazio, a cura dell’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità della Regione, l’opinione pubblica è stata informata che il livello complessivo della criminalità nel Lazio è diminuita tra il 2006 e il 2010; e in particolare, che la provincia di Viterbo, con quella di Rieti, è definibile quasi come un’isola felice.

Qualche osservazione, tuttavia, è necessaria.

Potremmo iniziare notando che in ogni caso il territorio del Comune di Viterbo resta fra quelli ad alto livello di delittuosità, assieme a molti Comuni del litorale regionale, a Roma e all’area pontina che fronteggia la Campania (p.21 del Rapporto). Ciò significa che i dati, seppur in qualche modo confortanti, non consentono di alzare la guardia.

Ma c’è un altro dato che insospettisce: mentre pressoché tutte le categorie di delitti fanno registrare una diminuzione (tranne quelli di natura informatica, ma questo è un segno epocale), sale il numero della categoria generica di “altri delitti”. Che vuol dire? Bisognerebbe capire di che cosa si tratta.

E qui, spunta un obiezione di natura teorica. Il Rapporto si limita al misurare la criminalità, ma è in grado di misurare anche la sicurezza?

Ormai a livello scientifico il binomio criminalità-sicurezza viene considerato insufficiente, anzi persino fuorviante. La sicurezza infatti ha anche a che fare con i pericoli del traffico, con l’inquinamento ambientale, con le barriere architettoniche e le strutture pericolanti; e ha anche a che fare con il grado di sicurezza percepito effettivamente dalle persone, che poi è quello che condiziona i comportamenti quotidiani della gente.

Uno dei reati non abbastanza valutati, né dagli statistici, né dagli amministratori, è ad esempio il vandalismo: che non solo crea danni, ma – ancor più pericolosamente – crea assuefazione, sottovalutazione nelle istituzioni e nella popolazione, innescando una progressiva perdita di fiducia nei cittadini, ma anche un pericoloso circolo vizioso di tolleranza, incuria, abbandono, omertà e impunità. In che modo è pericoloso il vandalismo? Distrugge il senso civico comune, è antieconomico, e se si rivolge contro i monumenti diventa sicuramente vulnerante.

Parimenti pericoloso appare il comportamento incivile che si riscontra in chi abbandona le immondizie per la strada: oltre al danno ambientale e sanitario, anche in questo caso il lassismo con cui spesso si affronta il problema contribuisce ad allentare i vincoli della coesione sociale e del senso civico comune.

Quando il Comune di Viterbo finanziò una indagine sulla sicurezza cittadina, nel 2009 (il noto progetto “Viterbo città sicura e sodale”), emerse la necessità di concepire la sicurezza urbana secondo quello che fu definito “Modello cappuccetto Rosso”: una città è sicura se un bambino riesce ad attraversarla senza incontrare lupi: e questi lupi non sono solo rapinatori, stupratori e spacciatori, che poi non si trovano ad ogni angolo della strada, ma soprattutto i guidatori spericolati, e poi i cittadini incivili, e ancora tutti quegli ostacoli che mettono quotidianamente a repentaglio l’incolumità di un qualunque pedone, specie se questi è un “cittadino a rischio”: un bambino, un anziano, un disabile, un invalido, persino uno straniero.

Allora, è chiaro che il Rapporto della Regione Lazio, per quanto esauriente nei dati trattati, è del tutto incompleto nel dar conto di ciò che oggi si intende realmente per sicurezza; può gratificare l’opera diuturna delle forze dell’ordine, impegnate non solo a reprimere, ma anche a prevenire il crimine comune. Ma non esime dal tener conto, con grande attenzione, di tutti quei rischi che quotidianamente il cittadino corre semplicemente “usando” la città e che sono quelli che poi contribuiscono a creare l’effettivo atteggiamento della popolazione verso il pericolo. Varie indagini hanno infatti dimostrato che l’opinione pubblica reagisce con comportamenti di allerta molto più a seguito di un incidente stradale, un crollo, un atto di bullismo e vandalismo che in ragione di un fatto di tradizionale cronaca nera.

Inoltre, ricordiamoci che, ancora oggi, il primo e più importante monito che una mamma responsabile esprime al figliolo che esce da solo per recarsi a scuola è: “attento quando attraversi!”.

Francesco Mattioli


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