![]() Rosita Pelecca (Cisl) |
Riceviamo e pubblichiamo – L’autoincensamento della Regione su progetti astratti di sviluppo e il corrispondente silenzio-assenso di Palazzo Gentili in merito a questa politica romanocentrica del Lazio, stanno conducendo la Provincia di Viterbo nel baratro.
Un tale atteggiamento dimostra sempre più nettamente la dimensione aliena vissuta dalla politica, rispetto al grido d’allarme lanciato dal territorio, come da lungo tempo denunciato dalla Cisl.
La Regione vede impiegato l’83% del proprio bilancio per coprire il buco sanitario, non offrendo agli utenti nemmeno i servizi minimi di assistenza. Sul fronte dell’edilizia, nonostante le tante promesse relative alle infrastrutture da realizzarsi sul territorio, ad oggi non è stata convocata nessuna conferenza di servizi per affrontare in maniera concreta la questione.
Altro punto dolente, il distretto ceramico di Civita Castellana, dove circa 2600 addetti sono falcidiati dalla scure della cassa integrazione e dai contratti di solidarietà, con lo spettro ulteriore rappresentato dalla delocalizzazione dei marchi più prestigiosi.
Per quanto riguarda il comparto scuola, sono stati addirittura 700 i posti di lavoro persi in questo triennio nella Tuscia, tra corpo insegnanti, personale Ata e applicati di segreteria. Nel comparto agroalimentare, sono numerose le aziende in bilico, in mancanza di politiche serie a supporto degli imprenditori o che pubblicizzino adeguatamente le eccellenze autoctone nel settore primario.
Con interventi mirati, l’agroalimentare potrebbe tranquillamente essere una terapia d’urto contro la disoccupazione. Ci interroghiamo pure sul futuro dei precari a Palazzo Gentili, che a fine anno si vedranno scadere la proroga del contratto, senza sapere che fine faranno.
Preoccupante anche l’incertezza occupazionale delle municipalizzate e della società Talete. I rappresentanti locali delle istituzioni hanno l’obbligo di esporre le criticità della Provincia presso gli scranni della Pisana, evitando una politica di sole chiacchiere.
Siamo e rimaniamo il sindacato del dialogo, ma la comunicazione non può esserci con chi finge di essere sordo. Il tempo della pazienza è scaduto, come emerso e ribadito con forza nel corso dell’esecutivo Cisl, tenutosi il 24 ottobre.
La nostra organizzazione, se non riceverà risposte in tempi brevi da parte di Regione e Provincia – con l’apertura di un tavolo per il rilancio economico del Viterbese – intraprenderà tutte le azioni necessarie a salvaguardare il territorio, i lavoratori, i pensionati e i giovani.
Rosita Pelecca
Segretario generale Cisl
