![]() Il presidente di Unindustria Viterbo, Domenico Merlani |
– Morti bianche, caso Barletta e sicurezza sul lavoro.
Questi gli argomenti che il presidente di Unindustria di Viterbo Domenico Merlani, insieme al responsabile nazionale Cgil Vincenzo Scudiere, ha affrontato ieri mattina alla trasmissione “Aprescindere” condotta da Michele Mirabella, in onda su Rai3.
Il messaggio lanciato dal presidente di Unindustria è che nonostante il trend positivo e la conseguente diminuzione delle morti e degli infortuni sul lavoro, si può ancora fare di più per la tutela e la salvaguardia nelle aziende.
Ma cosa si può fare per migliorare ancora? “Come Unindustria – ha spiegato Merlani – abbiamo fatto nascere l’Ente scuola edile che propone dei corsi per i primi ingressi ai cantieri o dei corsi come ponteggiatori, ad esempio. Il motto deve essere ‘Meno burocrazia e più pratica’”.
Un’attenzione maggiore, quindi, da parte degli imprenditori al rispetto delle regole di sicurezza sul posto del lavoro, e maggiore attenzione anche da parte dei lavoratori stessi.
“Bisogna diffondere – ha spiegato ancora Merlani – la cultura della sicurezza, è quella la cosa importante, perché le regole ci sono già. Si deve far capire a tutti che sono delle norme molto importanti da rispettare”.
Alla domanda sul perché nei cantieri si vede ancora tanta gente che non indossa gli elmetti di sicurezza, il presidente di Unindustria ha risposto che “la maggiore difficoltà sta nel far capire a gran parte dei lavoratori che operano da anni nello stesso cantiere che la sicurezza sul lavoro è importante. Molti semplicemente non sono abituati ad usare misure di sicurezza perché hanno sviluppato una certa abilità negli anni”.
Ma spesso anche l’esperienza non può bastare. E se da una parte è difficile far cambiare certe abitudini, dall’altra, con i nuovi operai e le nuove assunzioni, c’è una maggiore apertura mentale.
“Con i giovani che si avvicinano a certi lavori per la prima volta infatti – spiega Merlani – la situazione è più semplice perché sono loro per primi ad essere più predisposti. Arrivano al cantiere più preparati e indossano l’elmetto di sicurezza”.
“L’infortunio sul lavoro – ha affermato ancora il presidente di Unindustria – è prima di tutto una grave perdita per chi lo subisce, ma è anche un danno per l’imprenditore e una perdita economica che ricade sull’imprenditore stesso.
E’ stato calcolato che l’Inail spende in media 4 miliardi di euro l’anno per i morti sul posto di lavoro, gli infortuni e le invalidità permanenti”.
Tra gli altri argomenti affrontati durante la trasmissione di Rai3 anche il lavoro nero.
Stando ai dati, infatti, gran parte degli incidenti sul lavoro avvengono proprio nelle aziende che lavorano a nero, le cosiddette “aziende fantasma”, non rintracciabili e di conseguenza non controllabili. Come il caso di Barletta, dove cinque donne hanno perso la vita.
