– Giovedì 10 novembre ore 16, Scuola sottufficiali dell’Esercito. Ecco la data, l’ora e il luogo da tenere a mente, nell’autunno viterbese, per non perdere l’incontro con la storia. Si alza il sipario sul terzo appuntamento con la cultura, targato “Processo storico”.
Stesso format, la rievocazione storica sotto forma di processo, nuovo protagonista, Federico II. Figlio d’arte, Federico II, il padre è Federico Barbarossa, la madre Costanza d’Altavilla. Uomo colto ed eclettico, Federico di Svevia, guerriero e spesso in lotta contro il papato. La storia dell’imperatore del Sacro Romano Impero si lega a doppio nodo con quella della Città dei Papi.
È il 1243 e in quell’anno iniziò tutto. L’assedio di Federico II a Viterbo, lo scontro acerrimo tra guelfi e ghibellini. Una città in rivolta, la rappresentazione di un evento con probabili conseguenze sulla storia d’Europa.
Tutto questo e molto altro riempirà l’Aula Magna, nel dipartimento accademico della Scuola sottufficiale dell’Esercito, il 10 novembre. Una sala che profumerà di antico, nel ricordo di passati dissapori, sui cui si poserà lo sguardo attento dell’imputato d’eccezione, Federico II di Svevia.
A difendere la sorte dell’imperatore l’avvocato Elena Gallo. Per l’accusa all’uomo rinominato dalla storia, stupor mundi, l’avvocato Severo Bruno.
Come per gli appuntamenti trascorsi, la giuria sarà variegata. Il presidente del collegio giudicante è Elio D’Auria, preside del corso di laurea interdipartimentale di Scienze organizzative e gestionali. Una presenza capace di fornire uno sguardo militare e accademico su una vicenda ricca di sfaccettature. Dal mondo militare, il colonnello Massimo Bettini, direttore del Reparto accademico Scuola Sottufficiali dell’Esercito. Particolarmente gradita la presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Viterbo, Enrico Maria Contardo, che vestirà i panni del giurato, accettando con favore di partecipare all’iniziativa.
E per il mondo accademico? I nomi sono tanti. Andando per ordine, Ivana Ait, docente di Storia medievale Università La Sapienza di Roma, Luciano Osbat, docente di Archivistica Università della Tuscia, Paola Mascioli, docente di lettere Liceo Scientifico P. Ruffini e Daniela Eutizi, docente di Lettere Scuola media L. Fantappié.
A completare la giuria, chiamata a esprimere il verdetto insindacabile, Mara Brugnoli presidente Aptt Viterbo e da Colombo Bastianelli, consulente storico della Confraternita di San Martino al Cimino.
L’introduzione storica, per accompagnare i presenti alla scoperta di un frammento di medioevo, è a cura del professor Alfio Cortonesi.
Il generale Corti, entrerà nel dettaglio, illustrando al pubblico le caratteristiche degli eserciti e le tecniche di combattimento in auge nel medioevo.
L’evento, presentato da Elisa Zampetta, si prefigura animato e ricco di sorprese. Un ringraziamento particolare va al generale Roberto Ranucci e al colonnello Massimo Bettini, per aver collaborato attivamente alla realizzazione dell’iniziativa e aver messo a disposizione gli spazi della caserma.
Per evitare di perdere l’appuntamento con la storia è necessario prendere qualche precauzione. Tutti gli interessati a partecipare devono recarsi, entro il 7 novembre, all’Ufficio informazioni turistiche dell’Apt di Viterbo, presso la stazione di Porta Romana.
Qui dovranno indicare, nome, cognome, estremi del documento d’identità in corso di validità e targa se automuniti.
Piccole formalità per consentire alla caserma di svolgere all’ingresso i controlli di routine, in modo da garantire a tutti un pomeriggio di pura cultura. Per informazioni è possibile contattare i numeri 0761 304795 o 345 3788475. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Nessun impedimento e niente scuse, per non esserci. Federico II, aspetta solo di essere giudicato.