![]() Giuseppe Fioroni |
Riceviamo e pubblichiamo – Ho preso atto con piacere del dibattito che ha seguito l’analisi del voto in Molise fatta da Giuseppe Fioroni. Dico con piacere, perché se una riflessione determina tante reazioni, evidentemente deve essere, se non fondata, come io ritengo, quanto meno stimolante.
A me, in realtà, è sembrato che Fioroni abbia semplicemente fatto un’analisi del voto, partendo dai risultati che, invece, sono stati completamente ignorati da tanti commentatori. La realtà è che in Molise, il candidato presidente, certamente “moderato”, ha preso 15mila voti in più rispetto alla coalizione che ricomprendeva, oltre Idv e Sel, anche Rifondazione comunista, e che una lista civica d’appoggio, anche questa “moderata”, organizzata in pochi giorni insieme all’Api, ha ottenuto il 6,31% dei consensi, appena il 2,5% in meno di quelli che ha avuto l’Idv, nella terra di Di Pietro.
Adoperarsi affinché il Partito democratico metta in campo un’alleanza ampia, che comprenda anche l’Udc, e che gli permetta di proporsi quale partito credibile e in grado di affrontare i gravi problemi reali della gente, mi sembra operazione meritevole di plauso.
Del resto, il tema posto da Fioroni, ha ultimamente ricevuto grande attenzione anche dal segretario nazionale Bersani, che, supportato nella sua posizione da autorevoli esponenti di quell’area, non perde occasione per dire che, bisogna lavorare per realizzare l’unità delle opposizioni, nell’interesse del Paese.
Non spero in una vittoria risicata e tutta da verificare, di un centro-sinistra che poi, dilaniato da posizioni interne inconciliabili, non sia in grado di dare risposte concrete alla grave crisi in cui, complici 15 anni di Berlusconismo, siamo caduti.
Vorrei un Partito democratico fulcro di un grande progetto riformista, che metta insieme progressisti e moderati, per fare uscire l’Italia dall’immobilismo cui il centrodestra l’ha condannata.
Quanto poi a qualche commentatore, dalla memoria corta, che si chiede cosa Fioroni abbia fatto per Viterbo, ricordo che è stato nei due anni di governo Prodi che si sono realizzate: la crescita dell’università, la designazione di Viterbo quale sede dell’aereoporto, il progetto di trasferimento delle terme ex Inps al Comune, il finanziamento della Trasversale. Se ciò è avvenuto, è evidente che, a tali iniziative, abbia concorso in maniera determinante, l’allora ministro della Pubblica istruzione.
Se realmente si vuole che il centrosinistra torni ad essere forza di governo in Italia, e anche a Viterbo, bisognerebbe chiedersi, invece, cosa ha fatto in questi anni il centrodestra, e come avanzare una proposta in grado di sconfiggerlo.
Speriamo che nel centrosinistra tutti abbiano questa stessa volontà.
Valentina Corradi
