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Il processo storico fa il bis con Amalasunta

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– Sabato 15 ottobre ore 16 Rocca Farnese, Capodimonte.

Queste le coordinate per non perdere il secondo appuntamento con la storia, targato Processo Storico. La manifestazione culturale, che ha già impreziosito l’estate viterbese con la rievocazione dell’omicidio di Enrico di Cornovaglia, il 30 giugno scorso, fa il bis.

Questa volta l’evento ha i colori della gita fuori porta. Non più la città di Papi, non più Piazza del Gesù, ma i profumi e il paesaggio del Lago di Bolsena, in una cornice d’eccezione. Ma chi salirà sabato prossimo al tavolo degli imputati? La sua figura rimanda a scontri intestini, a dissapori tra popoli, ad ambizioni spiccate e rivalità urlate con forza.

Il suo nome è Teodato. La sua vittima, Amalasunta. Una donna, una madre, una regina osteggiata, la vittima di un tragico epilogo. É il suo sangue, nel 535, a bagnare le acque del lago per mano del cugino e marito Teodato, affamato di potere. Sono loro, il bianco e il nero di una vicenda in cui storia e leggenda si fondono.

“La scarsezza delle fonti di cui gli storici dispongono per ricostruire la vicenda di Amalasunta – afferma il Presidente della giuria Prof Alfio Cortonesi – ha fatto sì che intorno ad essa molte fantasie siano fiorite e molti misteri siano stati evocati. Ma fantasie e misteri non fanno la storia, che si alimenta solo dell’esistenza di testimonianze e di una loro attenta interpretazione”.

Per questo, voce agli storici. Gli interventi a favore e contro Teodato, mandante del cruento assassinio, saranno affidati a due illustri personalità del mondo accademico. Per l’accusa la professorssa Ivana Ait, docente di storia medievale Università La Sapienza di Roma e per la difesa il professor Luciano Osbat, docente di Archivistica, Università della Tuscia.

Ascoltati gli storici, sarà la giuria a dover emettere un verdetto insindacabile. Giuria composta da personalità proveniente dagli ambiti più variegati. Per il comune di Capodimonte, la graditissima presenza dell’assessore alla Cultura Angela Catanesi. Una donna del presente, chiamata a giudicare una donna del passato. Per il mondo accademico, la professoressa Felicita Menghini di Biagio, scrittrice storica, Valentina Berneschi, storica e Ranieri Orlandi, docente Giornalismo al Master Università Statale di Milano.

E per il mondo dell’associazionismo viterbese, Mara Brugnoli, Aptt Viterbo e Colombo Bastianelli, Confraternita di San Martino al Cimino. Protagonista sarà anche il pubblico presente chiamato a dire la sua, lasciando che sia la maggioranza ad avere la meglio.

La Rocca Farnese, è la location scelta e, per questo ringraziamenti particolari vanno ai padroni di casa, la famiglia Orlandi. Capodimone è lo sfondo.

“Un’iniziativa accolta con favore e crescente interesse dall’amministrazione comunale – afferma l’assessore al turismo, Angelo Scipioni – Un’occasione capace di dare nuova linfa vitale al turismo del lago. Un appuntamento con la cultura che arricchisce l’offerta del comune per quanti vorranno trascorrere un weekend alla scoperta della storia e dei tesori del gioiello sul Lago di Bolsena”.

Se il momento principe sarà, infatti, la rievocazione storica, a fargli da corollario ci sarà una due giorni di visite guidate a cura di Vera Risi.

Un itinerario che comprenderà la Rocca Farnese e il museo della Navigazione di Capodimonte. L’isola Martana ieri, Capodimonte oggi. Qual’è la verità su Amalasunta? L’imperativo è abbandonarsi a un viaggio nella storia.


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