– Si è svolta nei giorni scorsi a Caprarola una riunione sulle problematiche del lago di Vico, alla quale hanno partecipato anche i primi cittadini di Caprarola, Eugenio Stelliferi e di Ronciglione, Massimo Sangiorgi.
I lavori sono iniziati con la discussione della Giunta regionale del Lazio, che con una delibera dello scorso maggio ha individuato, tra l’altro, una zona di rispetto e di protezioni per le captazioni superficiali, oltre ad imporre divieti (tra cui l’accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi).
Altri punti importanti dell’atto riguardano la messa in sicurezza di centri di pericolo esistenti, il divieto di nuova edificazione fatti salvi i piani regolatori vigenti e vari dettami sulle reti fognarie presenti e riguardanti agglomerati di nuova realizzazione. Si tratta di direttive che il Comune di Ronciglione segue e che si impegnerà a seguire.
Per quanto riguarda la salvaguardia del bacino Ronciglione e Caprarola, che sono i comuni che si “dividono” il territorio del lago, di recente hanno aderito, sotto la guida dell’Università della Tuscia, ad un bando europeo, il progetto Life e i sindaci Sangiorgi e Stelliferi hanno aderito alla “Biodomenca”, giornata di incontro tra il mondo agricolo ed i cittadini organizzata da Legambiente, Coldiretti e Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) per il 9 ottobre al lago di Vico.
La conferenza, ha approvato un piano di utilizzazione che si prefigge di definire e controllare gli input chimici che possono essere utilizzati nelle zone agricole comprese all’interno dell’area di rispetto individuata dalla Regione Lazio.
Il progetto si suddivide in 6 fasi: reperimento dati rispetto alla conformazione dei terreni, studio idrogeologico, misurazione ed elaborazione dati, piano di utilizzazione, informazione, controllo.
Gli enti coinvolti, hanno inoltre previsto altre azioni, quali la creazione di un’ulteriore fascia di 20/30 metri in cui non impiegare prodotti, lo studio di una soluzione per gli animali non autoctoni del bacino (nutrie e cinghiali) responsabili anch’essi delle modifiche del terreno e controlli su insediamenti e case sparse per far sì che la qualità dell’ambiente lacustre torni ad essere elevata.