![]() Giovan Battista Martinelli della Cgil |
Riceviamo e pubblichiamo – Il 28 ottobre saremo in tanti a piazza del Popolo a Roma per manifestare il nostro sdegno nei confronti di un governo classista, profondamente iniquo e ingiusto.
Nessun dorma. E’ questo l’invito che facciamo per quella giornata e che rivolgiamo in primis alle pensionate e ai pensionati, ma anche a tutte quelle persone che non ne possono più di vivere in un paese in cui a pagare sono sempre i soliti noti, in cui si stanno minando alle basi i principi dello stato sociale e della comune convivenza.
C’è bisogno di un risveglio collettivo. Non che fino a oggi siamo stati fermi a guardare, ma è giunta l’ora di intensificare la lotta, di dimostrare al governo che il paese ha bisogno di un’altra guida, di politiche diverse, della tutela dell’interesse di tutti contro il privilegio e i benefici di pochi.
Le ragioni che ci portano ancora una volta in piazza sono molteplici e il governo non perde occasione per offrircene di nuove.
Le manovre economiche portate avanti in questi mesi avranno a stretto giro pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana delle persone e in particolare delle fasce più deboli del paese.
I tagli agli enti locali, infatti, mettono a repentaglio il mantenimento delle funzioni svolte dai comuni e dalle regioni a sostegno dei servizi collettivi e alle singole persone.
Viene così smantellata la politica socio-assistenziale del paese e compromesso nei fatti il diritto alla salute.
Azzerati, invece, i finanziamenti per la casa e quelli previsti per il fondo nazionale per i non-autosufficienti.
A tutto questo si accompagna la proposta del ridimensionamento dei requisiti per le pensioni di invalidità, del superamento dell’indennità di accompagnamento e l’introduzione di nuovi ticket per il pronto soccorso e le visite specialistiche.
Anche la spesa per le pensioni subirà una drastica riduzione con l’unico risultato di rendere il sistema previdenziale italiano una fabbrica di nuovi poveri.
Con il meccanismo di perequazione delle pensioni medie si chiede invece a milioni di persone di fare un ulteriore sacrificio con un prelievo annuo di circa il 2,2 per cento.
Se questa misura può essere giustificata dall’esigenza di far contribuire tutti al risanamento delle casse dello stato viene da domandarsi perché il governo non abbia introdotto il contributo di solidarietà e perché i grandi patrimoni, le ricchezze e i profitti derivanti dell’evasione non siano stati toccati. La risposta, ovviamente, è retorica e scontata. A questo governo non interessa il bene comune.
Vergognoso è l’atteggiamento nei confronti di chi lavora nella pubblica amministrazione, nelle scuole e nelle università così come la totale assenza di politiche giovanili. E’ proprio per le nuove generazioni che dobbiamo assumerci la responsabilità di proporre al paese un radicale cambio di rotta.
E’ soprattutto a loro che ci rivolgiamo e ai quali chiediamo di continuare nelle proteste, quelle pacifiche e non quelle a volto coperto, e nelle rivendicazioni che stanno portando in queste settimane per le strade di tutte le città d’Italia.
Ci piacerebbe averli con noi in piazza del Popolo il 28 ottobre in un’unione ideale tra generazioni, tra chi deve combattere oggi per avere una pensione dignitosa e chi invece lotta per costruirsi un domani migliore.
G.Battista Martinelli
Segretario generale Spi
