![]() L'ospedale Belcolle di Viterbo |
Riceviamo e pubblichiamo – A un mese e mezzo di distanza dal vostro articolo che suscitò interesse presso l’opinione pubblica e verso i vertici Asl, la situazione nel reparto di oculistica dell’ospedale Belcolle non è cambiata.
E’ passato altro tempo, con disagio notevole dei pazienti, che non possono effettuare esami e sono costretti loro malgrado ad affrontare viaggi a Terni, Siena o Roma, o recarsi presso privati a pagamento.
Sembra, che visto l’impossibilità di riparare il vecchio macchinario, si siano decisi ad acquistarne uno nuovo, ma per questo acquisto è necessario indire una gara.
Inoltre, sembra che non ci siano disponibilità di denaro presso la Asl. Disponibilità di denaro che invece ci sarebbero per pagare consulenze (notizia questa raccolta presso l’ospedale e il reparto).
Assurdo questo modo di fare, visto lo stato delle cose, i pazienti e gli utenti hanno deciso di fare una class action e di interessare il Tribunale dei diritti del malato per trovare una soluzione del problema.
Ad oggi ci sono 55 pazienti in lista di attesa che devono effettuare esame di fluoroangiografia, che non possono permettersi di pagare visite private, già pagano visite private presso oculisti, e che per la maggior parte di pazienti sono anziani. Che, dopo una vita di sacrifici, hanno la disgrazia della malattia e dalle misere pensione devono trovare soldi per assistenza.
La fluoroangiografia è un esame necessario per verificare da dove vengono le emorragie agli occhi che danno problemi alla vista, e poi effettuare mirate sedute di trattamento laser, per evitare la cecità con il passare degli anni.
Mi faccio portavoce dei disagi dei malati e se necessario paladino per combattere al fianco dei più deboli.
Speriamo che, se il direttore generale Pipino conosce questo problema, batta un colpo. Già troppo tempo è passato. Credo sia possibile acquistare il macchinario nuovo e poi pagarlo a tempo debito, tante aziende fornitrici aspettano anni prima di vedere saldate le loro fatture. Penso che si possa fare lo stesso in questa situazione. Non si scherza con la salute. I malati potrebbero anche rivoltarsi ed indignarsi.
Francesco Menicocci
