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Presidenza del consiglio, si balla sul Titanic

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

– O si trova una soluzione o azzeramento della giunta.

In Provincia ancora nessuna schiarita e la crisi interna al Pdl sulla scelta del presidente del consiglio sta diventando un disco incantato. Ieri due riunioni e zero passi in avanti.

La mattina il presidente Marcello Meroi ha incontrato gli assessori Pdl Equitani, Fraticelli, Bianchini e Simeone. Che stanno lavorando talmente bene, da chiedere loro di dimettersi.

Non per demeriti, ma per smuovere la situazione tra i consiglieri che non riescono ad accordarsi sul successore di Piero Camilli. I quattro però hanno rilanciato. Allora dimettiamoci tutti. Presidente compreso e si riparte da zero. Un’operazione politica che avrebbe più senso.

Alla fine, nulla di fatto, come nel vertice pomeridiano, dove c’erano anche i consiglieri del Pdl. Proposte tante, ma tutte bocciate. E a nulla è valso l’invito da parte del vice presidente Paolo Equitani a trovare una mediazione, invitando alla calma e richiamando quei consiglieri che presi dalla foga stavano lasciando il tavolo.

Il nuovo presidente del consiglio ancora non c’è, ma per giovedì è convocata una nuova seduta e si dovrà eleggere. Piero Camilli ha già fatto sapere che voterà.

Per evitare una rottura, il capogruppo Mantuano ha proposto una staffetta Fracassini – Staccini. Ma a quest’ultimo andrebbe bene solo se si invertisse l’ordine. Prima lui. La proposta originaria vedeva Fracassini in carica da subito e fino alle prossime elezioni comunali di Viterbo e i rimanenti due anni con il secondo. Neppure al consigliere Capitoni è piaciuto l’avvicendamento, seppure il più strenuo sostenitore del no è stato Alessandro Cuzzoli. Che preferirebbe mosse ben più ardite.

Far saltare la poltrona dell’assessore Simeone e prendere lui il suo posto. Hanno provato a spiegargli che a questo punto o si azzera tutta la giunta o niente. Lui ha insistito in solitaria. Intanto una soluzione non s’è trovata, con il rischio di far saltare non una poltrona, ma tutto il tavolo.

E se si arriva alle dimissioni di presidente della Provincia e relativa giunta, poi non si sa come va a finire. Come se non bastassero i guai interni al Pdl, gli alleati dell’Udc non la prenderebbero troppo bene. Pare che il gruppo a via Saffi sia diviso tra chi avrebbe accettato il sacrificio dell’assessore Danti (Udc) a favore della nomina di Bigiotti alla presidenza e chi si è detto contrario a ridiscutere il numero delle deleghe. Altrimenti, tutti a casa. Un bel pasticcio.

Con l’azzeramento, i nomi dei possibili nuovi ingressi in giunta continuano a essere quelli di Cuzzoli e Fracassini, a discapito di Fraticelli ed Equitani. Quest’ultimo pur essendo tra quelli che hanno ottenuto i maggiori consensi.

Unica spiegazione plausibile, il numero di consiglieri che lo sosterrebbero con gli spostamenti e nuovi ingressi che si verrebbero a creare in consiglio provinciale. Un bel rompicapo. Da perderci il sonno.


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