Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’incontro di mercoledì in Prefettura, in cui erano presenti oltre al prefetto Antonella Scolamiero, il direttore generale della Asl Adolfo Pipino e Riccardo Paradisi, presidente della conferenza ristretta dei sindaci, non siamo per nulla ottimisti.
Certo apprezziamo che oltre alle organizzazioni sindacali, e oltre al prefetto sempre sensibile e attento a queste problematiche, ci sia anche la stessa comunione di intenti con la Asl e con la conferenza ristretta dei sindaci, ma al di là delle dichiarazioni di intenti, se pur lodevoli, la “palla” resta in mano alla Regione Lazio.
Non ci tranquillizza questa cosa. La dottoressa Scolamiero si è sempre spesa molto su questi temi ma, risultati tangibili non ne abbiamo visti, è lodevole, poi, che si inizi finalmente un percorso unitario con anche la parte politica del viterbese, che dovrebbe iniziare a concretizzarsi con un tavolo unitario il 3 novembre ma, non vorremmo che ora che anche la politica ha deciso di metterci la faccia, questa faccia la sbattiamo tutti insieme contro un muro di gomma creato dalla “Regione”.
Al di là dell’impegno locale di scritto non c’è nulla se non la possibilità, forse, dello sblocco parziale delle sostituzioni per maternità. Ma quante unità? 1, 10, 100? Non ci è dato di sapere e i “rumors” non lasciano intendere grandi numeri.
Resta chiaramente il blocco del turn-over, sia per gli infermieri che per i medici, ma ormai si tratta di un esodo biblico e riteniamo, come Usb Sanità, che se non si corre ai ripari si arriverà a breve al collasso dei servizi.
Oltre 40 milioni di mobilità passiva, tempi superiori a 120 giorni anche per esami importanti, più di 100 pensionamenti tra gli infermieri negli ultimi anni, carenza cronica anche tra i medici, che tra pensionamenti e trasferimenti è ormai a livelli insostenibili, non lasciano molto spazio all’ottimismo.
Il 3 novembre cercheremo di produrre un documento unitario, Asl, conferenza dei sindaci e organizzazioni sindacali, e con l’appoggio della Prefettura cercheremo di farlo “digerire” alla regione Lazio.
Tutti insieme abbiamo maggior probabilità di essere ascoltati. Da qui però ad essere poi esauditi, ce ne corre. Noi come Usb intanto, questa mattina abbiamo illustrato nel dettaglio il nostro documento sulla sanità nel viterbese, già consegnato mercoledì al prefetto, alla Asl e a Paradisi in rappresentanza dei sindaci.
Il 3 novembre lo metteremo a disposizione di tutti per l’elaborazione del documento unitario di sintesi, senza peraltro dimenticarci della sanità privata che, unico caso in Italia, è sofferente nel nostro territorio, dove a fronte di infrastrutture e professionalità d’eccellenza, non corrisponde un utilizzo sussidiario da parte della sanità Pubblica, ma si riscontra piuttosto un accanimento contro l’utilizzo di queste strutture che vedono lavoratori ricchi di professionalità ma messi in cassa integrazione o addirittura a rischio licenziamento, a fronte di una richiesta di prestazioni sanitarie elevata.
È l’ora dei fatti. La prossima settimana riuniremo i nostri delegati ed i lavoratori della sanità pubblica e privata, per intraprendere un percorso di lotta congiunto, per scongiurare licenziamenti e tagli sia nel pubblico che nel privato, e rilanciare insieme agli amministratori e cittadini di buona volontà il nostro diritto alla salute ed al lavoro per la provincia di Viterbo. Non siamo una provincia dell’impero, non vogliamo essere trattati come cittadini di serie B.
Aurelio Neri, Lino Rocchi
Usb Viterbo