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Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì 21 ottobre ci sarà la manifestazione dei Comuni del distretto industriale per il riconoscimento dello stato di crisi.
Nella stessa giornata la Fiom manifesterà a Roma per la mancanza di una politica industriale del governo e per contrastare le scelte della Fiat tutte votate alla chiusura di prestigiosi stabilimenti produttivi come Termini Imerese.
A livello nazionale come a livello territoriale è il sistema Italia che non riesce più a trovare sbocchi: le illusioni del prestigiatore ridens dopo tre anni mostrano tutta la loro evanescenza.
E’ in gioco il futuro del nostro paese, la possibilità di uscire dalla crisi economica senza passare attraverso un massacro sociale.
Si chiede una indispensabile riforma fiscale per spostare il peso del prelievo dal lavoro alla rendita; la robin tax, la patrimoniale, il blocco dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori sociali e il loro allargamento ai precari, quale primo passo per una loro riforma; l’abolizione del reato di clandestinità e il diritto di cittadinanza per i migranti; la difesa degli stabilimenti e dei posti di lavoro, dalla Fiat di Termini Imerese all’Alcoa di Portovesme, dai call center dell’Atesia alla difesa del lavoro nell’area del distretto industriale di Civita Castellana: oltre 2000 lavoratori sono in CIG ed in Italia, dal 2009, oltre i milione di lavoratori hanno perso il posto di lavoro.
Ma ogni anno l’evasione fiscale ci costa 110 miliardi di euro e chi gioca in borsa è tassato al 12%, mentre chi lavora dal 30% in su.
La manifestazione dei Comuni del distretto industriale serve per chiedere a gran voce a Governo e Regione di concedere i benefici connessi col riconoscimento dello stato di crisi.
Ma non basta: i Comuni del distretto debbono trovare la forza di presentare un proposta unitaria di politica industriale e di conversione di un’economia monoculturale della ceramica che non dà prospettive di crescita, men che mai prospettive di lavoro e di introduzione di parametri di compatibilità ambientale nel processo produttivo.
Sel sarà presente vivendo la manifestazione come un momento della mobilitazione continua contro la crisi economica finanziaria e contro quanti speculano sul risparmio popolare, per rimettere al centro della discussione le ragioni della crisi, le responsabilità della crisi che non possono esser nascoste dalle gesta infami di teppisti che violentano cortei grandiosi e pacifici con lo scopo dichiarato di impedire di manifestare la propria indignazione a centinaia di migliaia di persone e di ridurre la visibilità delle ragioni delle manifestazioni contro un sistema che boccheggia e non sa dare più risposte e che strumentalizza gli scontri per parlare di repressione.
La violenza non ferma il movimento, perciò si invitano tutte e tutti a partecipare alla manifestazione di venerdì 21 con appuntamento e partenza a piazza della Liberazione dalle 17.
Sinistra Ecologia Libertà – Civita Castellana
