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“Senza l’ottimismo l’imprenditoria non ha futuro”

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Il presidente Domenico Merlani

Il presidente Domenico Merlani

– Con l’intervento di Aurelio Regina, presidente di Unindustria Lazio, sono iniziati a Caprarola i lavori del convegno “Imprenditorialità e Sviluppo locale. Ritrovare la via della crescita”, organizzato da Unindustria Viterbo giovedì 27 ottobre dalle 16 al Palazzo Farnese.

In apertura i saluti del sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi, secondo cui “l’impresa è l’anello più importante per uscire dalla crisi. Siamo onorati di ospitare questo appuntamento”. Gli interventi, introdotti dal direttore Antonio Delli Iaconi, si sono articolati in modo da favorire la riflessione e il dibattito sui temi più scottanti per l’economia del territorio.

Filo conduttore comune, per usare le parole del presidente di Unindustria Viterbo Domenico Merlani, la consapevolezza che “la crescita la fanno le persone, gli imprenditori, i lavoratori. Le istituzioni e la politica creano o modificano condizioni che possono essere favorevoli, neutrali o contrarie alla crescita: il nostro compito è anche quello di pensare a quello che dobbiamo fare per la crescita”.

Secondo Aurelio Regina “in un momento economico come questo si viaggia a vista, non si sa il tempo di recupero della nostra economia. Il Pil nazionale, secondo le previsioni più ottimistiche, avrà un aumento dello 0,7% e la situazione si riflette anche sull’economia del Lazio. La nostra maggiore preoccupazione sono i giovani e le donne.

I dati non sono positivi, ma noi non ci scoraggiamo: abbiamo delle risorse da valorizzare, come per esempio il turismo che, in provincia di Viterbo, è aumentato del 35% rispetto al 2010 e del 50% rispetto al 2007”.

Il presidente si è poi soffermato sulla ristrutturazione organizzativa di Unindustria che “si inserisce in un grande progetto di sviluppo: abbiamo la consapevolezza di competere e vogliamo competere con i grandi distretti industriali d’Europa – come ad esempio quello dell’Ile de France – e per questo proponiamo politiche e strategie comuni, in una visione integrata di crescita. A tal proposito è necessario che i territori sfruttino al meglio le loro risorse: non si può tener fuori Viterbo e il Viterbese dai cicli di sviluppo di Roma, la capitale non può più crescere senza alcuna integrazione con le città vicine”.

A seguire Nadio Delai, presidente Ermeneia, ha lanciato le sue “Tre proposte per la crescita”, approfondite attraverso due sessioni tematiche. La prima, intitolata “Più cultura industriale per Viterbo”, oltre a Merlani ha visto la partecipazione di Corrado Piazzalunga, responsabile Direzione Network Corporate Centro Sud di Unicredit, e Antonio Preiti, presidente Sociometrica. La seconda sessione dedicata al “Un percorso di internazionalizzazione virtuosa”, in cui Mario Brutti ha dialogato con Augusto Ciarrocchi, presidente della sezione Ceramica Unindustria, e Franco Manfredini, presidente Confindustria Ceramica. Infine Luigi Capello ha presentato Enlabs – Open Incubator & Acceleration (Roma-San Francisco), ovvero il progetto di incubatore per “Creare impresa a mezzo d’impresa”.

Conclusioni affidate a Domenico Merlani: “Dopo un recupero molto parziale del 2010, rispetto alla crisi del biennio precedente, il primo semestre dell’anno in corso ha visto un nuovo raffreddamento del clima congiunturale con un’ulteriore diminuzione della produzione industriale. In generale al buon andamento dell’export, che riguarda soprattutto Civita Castellana, si contrappone la negativa intonazione del mercato interno per la debolezza della domanda”.

Per Merlani “prevale il pessimismo, e questo è comprensibile. Non solo l’azienda non va bene, ma fuori va tutto male. L’imprenditore non trova una leva su cui poter poggiare la propria fiducia nel futuro. Ma senza l’ottimismo dell’imprenditore non c’è futuro, perché non c’è investimento e quindi non può crescere la produzione e non si creano posti di lavoro”.

“Il nostro obiettivo, la nostra responsabilità consistono oggi principalmente nell’incoraggiare l’imprenditore. Lo scopo essenziale dell’incontro di oggi è questo ed è per questo che abbiamo messo al centro della discussione l’impresa e le concrete possibilità di crescita dell’impresa oggi e qui a Viterbo come a Civita Castellana”.

Per il Viterbese – ha concluso Merlani – “l’indicazione scaturita riguarda soprattutto la necessità di più cultura industriale per realizzare e sostenere, dopo tanti auspici e tante parole, concrete iniziative di impresa nel campo del turismo, della cultura, della messa in gioco di risorse pubbliche anche in anni di carenza appunto di risorse pubbliche. I giovani, infine, dei quali dobbiamo preoccuparci forse più che di tutto il resto, perché banalmente senza di loro non c’è futuro e quindi dobbiamo cercare in tutti i modi di offrire loro una possibilità di vivere dove sono nati, ma in modo dignitoso ed utile a se ed agli altri”.


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