Riceviamo e pubblichiamo – Prendiamo atto della discesa in campo alle prossime elezioni comunali alla “quasi” presidente della Regione Lazio Marzia Marzoli.
Smessi i panni tanto cari di guida dei No Coke, la nostra si getta a capofitto su un nuovo problema al grido il reparto non si tocca, perché ha sentito delle voci di corridoio. Parafrasando una celebre frase del Marchese del Grillo possiamo dire ”s’è svejata!”.
Si è infatti persa le lotte che l’amministrazione comunale ha portato avanti per difendere l’unità di ostetricia e ginecologia dellospedale di Tarquinia. Ricordiamo il consiglio comunale straordinario, la marcia pacifica sul presidio ospedaliero, la petizione per dire no alla chiusura dellunità e le centinaia di cartoline inviate al governatore Renata Polverini con lo slogan “made in Tarquinia”.
Dove era in quel periodo? Perché non ha alzato la voce? Perché è rimasta colpevolmente in silenzio? Tante domande a cui la nostra dovrebbe rispondere. Noi un’idea l’abbiamo: il suo sussulto è per ottenere un po di visibilità e qualche consenso in vista dellimminente campagna elettorale. Ma non era lei a strillare, alla leghista, al largo da Tarquinia ladrona?
Gira che ti rigira anche la nostra non ha resistito alla tentazione di avere una calda poltrona. Bando alle chiacchiere.
Invitiamo la quasi presidente della Regione Lazio Marzia Marzoli a non giocare su problemi importanti, perché potrebbe rivelarsi controproducente per tutta la città di Tarquinia e la sua popolazione che, insieme all’amministrazione comunale, ha difeso con forza il reparto di ostetricia e ginecologia.
Partito democratico circolo di Tarquinia