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Talete, Meroi incontra i partiti

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

– Il presidente Marcello Meroi ha incontrato questa mattina a Palazzo Gentili i segretari provinciali dei partiti politici della Tuscia per discutere sul futuro del servizio idrico integrato nel territorio dell’Ato 1 Lazio Nord.

L’incontro è stato voluto da Meroi che nel consiglio provinciale del 19 ottobre scorso ha lanciato l’idea, ottenendo l’inserimento della proposta all’interno dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’assemblea. Al centro della discussione il futuro della Talete, la società pubblica partecipata dai comuni dell’Ato, individuata quale gestore unico integrato.

Hanno partecipato alla riunione:

Andrea Egidi (Pd), Francesco Bigiotti (Udc), Antonio Capaldi (Sel), Andrea Scaramuccia e Alberto Rossi (La Destra), Fabrizio Moretti e Vita Sozio (Fli); Luca Ciccioni (Idv); Francesco Lombardi (Prc), Marcello Mariani (Api), Aldo Filosa (Psi), Santino Pini (Alleanza riformista).

Il Pdl è stato rappresentato, su delega del coordinatore provinciale Giulio Marini, dallo stesso Meroi.

Presenti anche il presidente della Talete Marco Fedele e il consigliere d’amministrazione Giulio Lucidi.

Meroi ha evidenziato la necessità di un’azione congiunta di tutte le forze politiche per decidere insieme il futuro del sistema idrico integrato. “Chi mi conosce e mi segue da anni sa perfettamente che non sono stato mai favorevole alla costituzione della Talete, consapevole di quanto fosse difficile gestire una società partecipata da 60 comuni – ha detto il presidente – ma arrivati a questo punto servono scelte politiche chiare che dobbiamo individuare insieme.

Perché se è vero che la Regione è inadempiente da anni nel far rispettare la legge Galli non avendo attuato a suo tempo i poteri sostitutivi per obbligare i Comuni a cedere i servizi a Talete, è altrettanto vero che i partiti non sono stati finora capaci di svolgere un ruolo di coordinamento con le amministrazioni locali.

Non solo per ciò che riguarda la cessione dei servizi idrici, ma anche in merito all’aumento delle tariffe, passaggio imprescindibile per ripianare il pesante deficit (12 milioni) che grava sulla società. O i partiti riassumono un ruolo di indirizzo e di guida per garantire continuità all’esperienza della Talete, oppure non resta che dichiarare il fallimento, non tanto della società, ma della stessa politica. Per quanto mi riguarda pur di ottenere risposte dalla Regione in ordine a procedure e finanziamenti sono pronto a dimettermi, in segno di protesta dalla presidenza dell’Ato”.

I vari partiti sono poi passati ad illustrare le proprie posizioni.

L’Udc è tornato a proporre la costituzione di un Ato unico regionale come già ribadito nel consiglio provinciale straordinario del 19 ottobre.

L’Api si è unita alla proposta dell’Udc aggiungendo la necessità di una tariffa unica regionale e di una forte azione unitaria di tutte le forze politiche presso i sindaci e presso la Regione.

Rifondazione Comunista ha evidenziato la necessità di chiudere Talete prendendo atto del fallimento della formula gestionale per responsabilità di chi in questi anni l’ha gestita, e sulla scorta del risultato referendario del giugno scorso di affidare la gestione del servizio idrico ad associazioni e cooperative di cittadini o consorzi di comuni.

Per La Destra è necessario accertare le responsabilità del dissesto finanziario, mandare in liquidazione la società e poi individuare tutti insieme una forma di gestione diversa e alternativa che tuteli i cittadini e la qualità del servizio.

Il Partito Democratico ha espresso la volontà di proseguire l’esperienza della Talete insistendo affinché la Regione riconosca la debolezza strutturale dell’Ato. Egidi ha però evidenziato come questo percorso potrà continuare solo nel momento in cui il Cda sarà in grado di presentare un piano industriale capace di assicurare stabilità economica alla società nel prossimo futuro.

L’Italia dei Valori ha chiesto un accertamento delle responsabilità gestionali attraverso il ricorso alla magistratura contabile.

Il Partito Socialista ha proposto al Cda della società una forte azione tesa a ridurre l’apparato burocratico della Talete, rendendo più snella e funzionale la macchina amministrativa.

Sinistra Ecologia e Libertà ha evidenziato come l’eventuale fallimento della Talete avrà ripercussioni drammatiche sui bilanci dei comuni che saranno chiamati a rispondere in quanto soci. Per alcuni comuni, a detta di Capaldi, un’ipotesi del genere equivarrebbe al dissesto finanziario. Da qui la richiesta di un piano industriale chiaro, convincente, che consenta di uscire definitivamente dal meccanismo debitorio che stritola la società.

Futuro e Libertà infine nell’associarsi alla richiesta di chiarimenti in ordine alle responsabilità che hanno portato al fallimento gestionale, ha messo in evidenza come i partiti in un contesto del genere possano incidere molto poco sia sulla Regione che sugli enti locali.

Fedele ha spiegato come l’attuale prezzo della tariffa fissato nel 2009 non consenta di coprire i costi di gestione a causa soprattutto di una diminuzione dei consumi. Senza un adeguamento sarà impossibile per la società non andare in deficit.

Meroi dopo aver ascoltato tutti gli interventi ha concluso ribadendo il concetto iniziale: “Se i partiti non saranno in condizione di dare un indirizzo politico chiaro ai propri amministratori, non ci resta che prendere atto della loro inutilità. E’ vero che tutti noi che siamo investiti di ruoli istituzionali dobbiamo rispondere in primo luogo ai cittadini che ci hanno eletti, ma su questioni fondamentali per il futuro del territorio, destinati ad avere un forte impatto sulle popolazioni, tocca alla politica cercare la sintesi e fornire agli amministratori la linea da seguire. Se questa funzione, una volta prerogativa esclusiva dei partiti, si è persa nel tempo, è necessario recuperarla soprattutto in casi d’emergenza”.

L’incontro si è chiuso con l’impegno di tutte le segreterie provinciali a riunire i propri organismi per deliberare le rispettive posizioni politiche sull’argomento. Posizioni che saranno poi portate ad un successivo tavolo e discusse con l’obiettivo di individuare una linea unitaria.


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