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![]() La conferenza |
![]() Il procuratore capo Alberto Pazienti |
![]() Il pm Paola Conti |
![]() Fabio Zampaglione, capo della mobile |
![]() Raffaele Gesmundo, comandante della compagnia di Viterbo |
![]() Il tenente Giovanni Martufi |
![]() Il vetro rotto del furgone |
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![]() Il furgone senza specchietto |
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– Un satellitare. Un testimone oculare. Una chiamata alla questura.
Sono questi gli elementi che hanno inchiodato, Vincenzo Ventura, l’autotrasportatore 62enne, originario di Fonte Nuova, in provincia di Roma, che consegna medicinali con un furgone per conto di una ditta viterbese. (gallery: il fermo di Ventura * il furgone *video: il fermo del 62enne * ecco come lo abbiamo preso).
L’uomo è accusato di aver investito e ucciso il ciclista Massimo Faccenda, lo scorso martedì.
Nella vicenda gli orari hanno giocato un ruolo fondamentale per risalire all’identità del 62enne. Alle 13,50 il ciclista è stato visto al distributore Repsol in località Ponte di Cetti. Alle 14,24 è arrivata la segnalazione al 118 del ciclista che ha ritrovato il corpo in fin di vita di Faccenda sulla statale 675, la superstrada. Tutto, dunque, è successo in quel breve intervallo di tempo.
“Sono bastati due giorni di intenso lavoro delle forze dell’ordine per arrivare a capo della vicenda – dice il pm Paola Conti che ha illustrato i dettagli dell’operazione -. Subito dopo l’incidente di martedì scorso, i carabinieri hanno cercato testimoni che potessero fornire informazioni utili a ricostruire la dinamica dell’incidente.
Un testimone, in particolare ha detto di essere passato, intorno alle 14,20, sulla superstrada Viterbo-Orte – continua il magistrato – e di avere visto un Fiat Doblò, con una cella frigorifera, in corrispondenza del luogo dell’incidente. Fermo sulla strada c’era un uomo sulla sessantina con i capelli bianchi e gli occhiali, probabilmente al telefono”.
Una racconto importante che ha indirizzato le indagini nella giusta via. E’ stata poi la preziosa collaborazione della polizia a chiudere il cerchio.
“Ieri pomeriggio – spiega la Conti – è arrivata la chiamata di una carrozzeria alla questura. Dopo aver visto il furgone, il meccanico, che aveva seguito la vicenda, ha dato la segnalazione del furgone.
Il mezzo che in effetti trasporta medicinali è stato sequestrato – continua -. Durante gli accertamenti, gli agenti hanno notato che c’era un sistema satellitare che ci ha confermato la presenza del furgone sulla superstrada tra le 14,15 e le 14,20 e cioè l’ora in cui dovrebbe essere avvenuto l’impatto tra il furgone e il ciclista.
Alla luce di questi elementi – dice la Conti – le forze dell’ordine sono andate a prendere l’uomo”.
Ieri l’interrogatorio davanti al pm Conti.
“Durante l’interrogatorio – racconta la Conti -, l’uomo ha ammesso di essere passato nel punto dell’incidente a quella determinata ora e di aver sentito un forte urto.
L’uomo ha detto anche di essere sceso dal veicolo e di aver raccolto alcuni pezzi da terra tra cui lo specchietto. L’uomo ha aggiunto poi di non aver visto nient’altro.
Inoltre ha spiegato di essere ripassato in quella strada in senso opposto dopo venti minuti e di aver notato la presenza dei soccorsi”.
Il 62enne, accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso, si trova al momento nel carcere di Mammagialla. Entro 48 ore il gip deciderà se convalidare il fermo.

















