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Una testa di cinghiale appesa al cancello

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Il cinghiale appeso al cancello

Il cinghiale appeso al cancello

Il cinghiale appeso al cancello
Il cinghiale appeso al cancello

I resti dell'animale

I resti dell'animale

I resti dell'animale
I resti dell'animale
I resti dell'animale
I resti dell'animale

Le zampe del cinghiale

Le zampe di cinghiale

– Una settimana fa fu l’ex portiere della nazionale Angelo Peruzzi a trovare pelli e interiora di cinghiale davanti al cancello della sua azienda di Blera. Due giorni dopo, è toccata a Carlo Graziani, consigliere comunale dello stesso paese, di cui Peruzzi è da due anni vicesindaco e assessore allo Sport.

La macabra scoperta è stata fatta giovedì 29 settembre, poco prima della mezzanotte. Appesa al cancello della sua carrozzeria, in località Valle Fredda, c’era una testa di cinghiale insanguinata, con la pelle dell’animale penzoloni. Sparse intorno alla macchina del padre di Graziani, 12 zampe di cinghiale.

Il consigliere, all’estero con il padre e il cognato, è stato avvertito dalla vigilanza privata che, trovati i resti dell’animale, ha contattato Graziani e i carabinieri della stazione locale.

Per il consigliere la politica non c’entra. A detta di Graziani, è opera dei bracconieri, anche perché la caccia al cinghiale è vietata fino al 2 novembre. “La piaga del bracconaggio affligge Blera da anni – dichiara il consigliere -. Sembra di stare nel Far West: i bracconieri arrivano fino alle porte del paese, tenendolo praticamente in ostaggio. L’anno scorso, alcuni di loro erano stati colti sul fatto, in piena notte, dai carabinieri. Purtroppo non so com’è andata a finire e se l’indagine ha avuto sviluppi, ma sarebbe il caso che le forze dell’ordine e le istituzioni vigilassero attentamente su questo fenomeno allarmante”.

E’ il secondo episodio di intimidazioni che Graziani subisce. Circa un mese fa, qualcuno rubò e uccise due maiali del padre del consigliere. I resti furono trovati in un cassonetto dell’immondizia, tra Blera e Civitella Cesi. Il fatto non fu segnalato alle forze dell’ordine. Stavolta, invece, Graziani ha sporto denuncia ai carabinieri di Blera.


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