![]() Luisa Ciambella |
Riceviamo e pubblichiamo – Caro sindaco,
l’inchiesta condotta da un quotidiano locale sulla questione irrisolta dell’idrico nella nostra provincia mi ha particolarmente sorpreso, soprattutto perché da questa apprendiamo dell’esistenza di una lettera che Andrea Arcangeli, revisore del Comune di Viterbo, avrebbe inviato al presidente del collegio, il giorno dopo aver depositato la relazione congiunta sugli equilibri di bilancio.
Badiamo bene la lettera risulta protocollata. Quindi in possesso dell’amministrazione.
Credo che la cosa non abbia precedenti e sono a chiederti perché sia stata sottaciuta al consiglio.
Il fatto che uno dei revisori dei conti abbia sentito il bisogno di sottolineare il problema dell’idrico in maniera minuziosa ma con un documento separato dalla relazione sugli equilibri di bilancio che invia al presidente del collegio ma di fatto all’amministrazione comunale, non lo definirei solo insolito ma anche drammatico visto ciò che scrive.
Si parla di tutta una serie di lungaggini che potrebbero addebitarsi al Comune di Viterbo che in maniera un po’ anomala ha condizionato, e se così fosse calpestato, le scelte dell’Ato 1 sulle dinamiche di accorpamento delle società pubbliche implicate come nel caso di Siit e Robur a Talete.
Nel caso di Robur, ad esempio, il Comune di Viterbo arriva a disconoscere il lavoro dei tecnici Urbani e Lupattelli che informano del non valore della società visto che nel suo bilancio per tre anni sono state mantenute partite creditori non esigibili per un importo complessivo di 3 milioni di euro verso la stessa Talete e terzi.
Converrà con me che è quantomeno singolare il fatto che a seguito di queste osservazioni si passi a redigere un altro bilancio Robur 2009 per poi passare all’approvazione in consiglio alla fine nel 2010.
Crede che sia completamente privo di fondamento sospettare che la fusione deliberata dall’ Ato 1 delle società partecipate dal Comune non si è conclusa perché il socio più importante non aveva più convenienza a portare a termine l’operazione? Ed è normale che si decida di far uscire Robur dal progetto di fusione calpestando una deliberazione dell’ATO 1?
Si evince anche dal documento come nel caso di Siit ci si sia rivolti verso la cessione di ramo d’azienda o di scissione quando l’ Ato 1 parla di fusione e perché anche in questo caso il processo avviene senza nessun passaggio in consiglio comunale come previsto dal testo unico all’articolo 42 comma 2?
Quello che ritengo gravissimo è il fatto che il consiglio ancora una volta sia stato leso nella sua dignità e con lui la comunità che rappresenta. Ti chiedo di portare all’attenzione del consiglio questo documento sottaciuto prestissimo per fare chiarezza in quella sede approfondire la situazione.
Luisa Ciambella
Consigliere comunale Pd
