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Assemblea Ato a vuoto, Talete ancora in alto mare

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Il presidente della Provincia Marcello Meroi

Il presidente della Provincia Marcello Meroi

– Chi ha tempo non perda tempo. A meno che non si tratti di Talete. Perché in questo caso il tempo è bello che finito, ma la politica può prendersi il lusso di perderne ancora.

Così l’assemblea dei sindaci Ato, chiamati stamani a dare risposte certe alla società di gestione idrica in forte difficoltà, ha rinviato per l’ennesima volta tutto alla prossima settimana. E dire che si trattava di un passaggio cruciale.

Dovevano arrivare risposte su come superare l’indebitamento dovuto a una tariffa che non copre i costi. Il cda aveva chiesto una sorta di prestito ai Comuni la scorsa riunione. La risposta, manco a dirlo, è stata negativa. Quindi il ricorso all’assemblea odierna in cui tra le altre cose si sarebbe dovuto approvare l’aumento della tariffa. Un’operazione che ha poco di straordinario.

E’ la legge a imporre che la tariffa copra i costi. In più, senza la ricapitalizzazione e senza l’aumento, Talete chiude. Libri in tribunale. Di fronte a questo scenario, si è ripetuto l’ennesimo teatrino. Quattro ore di riunione per decidere di rinviare nuovamente. A lunedì mattina alle 9, quando due ore dopo era già stato convocato il consiglio d’amministrazione Talete. Insomma. Una soluzione all’italiana, anzi, alla viterbese. Si decide tutto all’ultimo minuto. Se si decide.

La tariffa sarebbe dovuta arrivare a un euro e 50 centesimi al metro cubo a partire da giugno 2011, ma tra i sindaci sono subito stati sollevati i dubbi. Su come spalmarla tra le diverse fasce per non farla gravare a quelle più deboli, ma anche sulla retroattività.

Tra gli atti d’indirizzo da approvare, anche una riduzione dei costi di gestione, personale incluso, di almeno il 4% nel 2012 e poi dell’1.5%. Inoltre una moratoria di due anni da parte dei sindaci per impegnarsi a non pretendere i crediti che avanzano verso Talete, consapevoli del fatto che se tutti si fanno avanti, la società chiude i battenti. Anche questi, lettera morta, almeno per ora.

Come se non bastasse, a complicare tutto, il ricorso al Tar dei sette comuni ancora fuori da Talete e che si sono visti aumentare la tariffa dell’acqua all’ingrosso. Tra questi anche Tarquinia, pronta a rinunciare all’azione, a patto che l’aumento sia tolto e che come richiesto da tempo, riesca a entrare.

Un atto di buona volontà, ma le posizioni restano distanti, anche per colpa di compensazioni tariffarie che le altre amministrazioni non vogliono accollarsi. Quindi la soluzione più semplice è rinviare. Ancora una volta.

E dopo quattro ore, il richiamo a inizio seduta da parte del presidente Ato Marcello Meroi suona quasi come una beffa.

“Dobbiamo andare a una definizione la più unitaria possibile – dice Meroi – altrimenti Talete avrebbe scarsa possibilità di andare avanti e mantenere i livelli occupazionali”. In effetti unitarietà c’è stata, forse non era quella che Meroi si aspettava.


Di seguito il documento d’indirizzo programmatico e di orientamento presentato questa mattina durante l’assemblea dell’Ato di questa mattina, che è stata poi aggiornata a lunedì 21 novembre 2011.

L’assemblea esprime il seguente indirizzo/orientamento:

– prendere atto che il programma di presa in carico delle gestioni, approvato dall’Ato con atto n° 28 del 05.07.2006, predisposto al fine di superare la frammentazione gestionale e di rendere la Talete Spa (affìdataria della gestione in house dell’intero Ato) in condizione di gestire adeguatamente il S.l.l. di ciascun Comune sin dal momento della presa in carico, non è stato integralmente rispettato neanche dopo che con l’atto n° 41/2009 sono state stabilite le azioni necessarie a concludere e superare il periodo transitorio a causa delle inadempienze dei soggetti segnalati più volte alla Regione lazio per l’attuazione dei  provvedimenti sostitutivi, per il  non ancora effettuato intervento sostitutivo della Regione Lazio e così come indicato nell’allegato A;

– prendere atto che le inadempienze segnalate hanno provocato una serie di ritardi e disfunzioni che impediscono al soggetto gestore dell’Ato di operare in condizioni di efficienza, efficacia ed economicità;

– prendere atto che quanto indicato ai precedenti punti non ha  consentito di completare la fase di acquisizione dei servizi in quanto la stessa si è determinata al 31.12.2010 per soli 26 Comuni (su 61) consentendo unicamente per questi Comuni di verificare i dati reali relativi alla gestione;

– prendere  atto della  necessità  di  adottare  le  azioni  necessarie  per completare  il trasferimento di tutte le gestioni preesistenti alla Talete Spa e la definizione della struttura tariffaria e stabilire tali azioni come indicato nell’allegato B;

– impegnare la Talete Spa e in particolare il suo consiglio di amministrazione ad adottare tutte le misure possibili per ridurre i costi di esercizio, ivi compresi quelli relativi al personale, di almeno il 4% per l’anno 2012 e di almeno l’1,5 % annuo per i successivi 10 anni, rispetto a quelli rapportati agli abitanti via via presi in carico;

– proporre ai Comuni di deliberare una moratoria alla richiesta dei proponenti delle rate di rientro dovute da Talete Spa, della durata di due anni, precisando che i relativi importi potranno essere eventualmente portati in compensazione:

– richiedere ai Comuni che hanno presentato ricorso al Tar del Lazio di dilazionare i termini di discussione della controversia (prevista per il 21 novembre 2011), al fine di addivenire ad una compensazione delle rispettive posizioni e all’ingresso dei Comuni stessi in Talete Spa;

– impegnare la Talete Spa a deliberare al più presto in Assemblea dei Soci le modifiche statutarie di cui all’atto della conferenza dei sindaci e dei presidenti delle Province n° 49 del 14.06.2011;

– confermare le decisioni adottate con l’atto di orientamento/Indirizzo n° 28 del 05.07.2006 e dell’atto n° 41 del 23.04.2009 per quanto non in contrasto con il presente atto;

– trasmettere il presente atto all’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, ai sensi dell’art. 10, comma 11 della Legge 12.07.2011 n° 106.

 

 

 

 


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