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Camilli rieletto presidente del consiglio

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Fracassini, Bruni, Camilli e dietro Capitoni e Simeone

Fracassini, Bruni, Camilli e dietro Capitoni e Simeone

Meroi e Camilli

Meroi e Camilli

Meroi e Camilli

Fracassini, Bruni e Camilli

Fracassini, Bruni e Camilli

– L’elezione del presidente del consiglio in Provincia si trasforma nel gioco dell’oca. Sei mesi per ritornare al punto di partenza. Rieletto Piero Camilli (Pdl).

In venti minuti risolto l’arcano. Dopo che il Pdl aveva chiesto di rinviare la votazione e la successiva candidatura da parte dell’Udc di Francesco Bigiotti, che sulla carta aveva anche i numeri, avendo il sostegno anche della minoranza, il Pdl si ritira.

Pausa di riflessione per tirare fuori dal cilindro il nome del presidente dimissionario.

Che raccoglie il consenso di tutti. Dopo il ritiro della sua candidatura da parte di Francesco Bigiotti (Udc), anche il Pd vota a favore, si astiene solo l’Idv.

Ma Camilli era stato molto critico nei confronti dell’amministrazione provinciale. Tante ragioni per cui aveva deciso di lasciare. Molte delle quali ancora in piedi. Come mai ha deciso di ritornare sui suoi passi? Cos’è cambiato? Se lo domanda il capogruppo Pd Federico Grattarola e Camilli chiarisce.

“C’è un discorso di fondo – dice Camilli – c’è un andazzo da sei mesi che non va bene. Sulla mia persona si è trovata l’intera maggioranza. Io h tante cose da fare nella vita, ma per spirito di servizio non nei confronti del partito, ma verso questo consiglio, ho accettato.

Stiamo dando una brutta immagine. Molti dei problemi che ho sollevato, restano il mio impegno è risolverli”.

Partendo dai precari. “Quello dei lavoratori – continua Camilli e il taglio delle spese vanno risolti velocemente. Sono punti che mi hanno spinto ad andarmene e in buona parte sono rimasti lì.

In particolare i precari è un punto importante, il lavoro è un diritto. Dobbiamo fare il possibile, tagliare tutti i costi. Prima di mandare a casa la gente, si fanno quattro conti e solo poi si taglia il posto di lavoro.

I costi della politica vanno abbassati, se non eliminati”. Il Pd Palozzi rimarca il senso di responsabilità ancora una volta mostrato dal partito, mentre il capogruppo Grattarola vincola il voto favorevole al fatto che sia un presidente non a scadenza, ma una soluzione definitiva.

Giuseppe Felicca


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